G8 Genova (reload)
Riprendo qui lo speciale sul G8 di Genova, cominciato lo scorso anno in coincidenza dei 5 anni, e interrotto per questioni tecniche relative ai filmati.Impressionante come questa ferita continui a sangunare nel corpo vivo della politica italiana, come ritorni di attualità, come dimostri, al pari della stagione del terrorismo, come la politica italiana, ma in primis la società italiana, non abbia alcuna capacità di rielaborare la sua storia. Semplicemente rimuove.Spero di poterlo concludere quanto prima. Tanto Genova è importante come 'data', come 'luogo della memoria politica', per la sospensione della sovranità che ha implicato, per il mostrarsi della generalizzazione del 'campo' come spazio politico contemporaneo di fronte il quale la biopolitica - rettamente intesa - è l'unico vero strumento diagnostico.
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Genova, perchè ora, perchè qui.
[millepiani - 17.07.06]
La politica, se ancora esiste una pratica che può essere nominata così - ed essa esiste, ed ha una forza, anche se nascosta, immensa - la politica ha bisogno di ritessere lentamente anche le sue sconfitte. Di nuovo. ‘Ritessere’ significa riprendere il filo e ‘riannodarlo di nuovo’, con pazienza.
‘Riannodarlo’, di nuovo, dal ‘luogo’ dove si è perso, forse dal ‘luogo’ da cui ‘abbiamo perso il filo’.
In politica si dice: ‘da dove abbiamo perso’. Potrei dire, oggi: ‘da dove ci siamo spersi’.
Dove ‘Genova’ ha rappresentato il luogo di massimo conflitto, figlio della politica degli anni novanta, e proprio dove questo luogo, oggi, ‘tace’, proprio da lì bisogna ‘ritessere’. E ripensare.
Proprio dove il ‘cuore’ della politica è ‘flebile’, non bisogna scambiare questa ‘debolezza’, quella di oggi, e questo silenzio, quello di oggi, come un ’silenzio’ ed una ’sconfitta’. Proprio dove, oggi, la politica prende, sempre di più, lo ’sbalzo dell’aritimia’, dell’impossibile ‘previsione’ e dell’impossibile realizzazione delle ‘promesse’ di Genova, proprio dal cuore del cuore di Genova, dal cuore delle sue promesse, e dal cuore della sua sconfitta e del suo silenzio, ritessere e riannodare, di nuovo, quella voce ’soffocata’, significa rideclinare una politica ‘in-comune’.
‘Genova 2001′ è il grande tornante, o forse il ‘grande, tragico finale’ di una certa politica. È la sua ‘messa in scena’. In questo senso, ciò che è accaduto a ‘Genova’ è ‘pieno’ d’immagini.
A distanza di cinque anni, questa ’scena’, queste ‘immagini’, devono ‘essere riviste’.
Perchè, solo rivedendo ‘mille volte più una’ non solo l’assurda morte di Carlo Giuliani, ma ciò che è accaduto, scandendolo ’secondo dopo secondo’, ancora una volta, dopo cinque anni, se ne riesca a trarre, finalmente, il gesto di liberazione che portava, e continua a portare con sè quel ‘luogo’, quel ‘nome’, che quelle ‘date’ portavano con loro. E la sua potenza sia, finalmente, libera di dirsi.
