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fenomenologia del concorso italiano di dottorato in filosofia

16.10.2007
Fenomenologia del concorso italiano di dottorato in filosofia
(Wagner, Die Walküre, Vorspiel - Sinopoli, Bayreuth 2000
Chopin, Concerto No.2 op.21, II mov - Rubinstein
Wanda Landowska-Bach, Il Clavicembalo ben temperato)

a Giacomo Macrì, il 'vecchio',
che sapevava troppe cose e
troppe me ne ha fatte capire

Esiste la filosofia. Poi i dottorati.
Tra filosofia e dottorati esistono le tracce dei temi.
Ad ogni traccia corrisponde uno studente o più.
Ad ogni studente una borsa. Mai di più.
Ad ogni borsa un docente. Quasi mai di più.
Ad ogni dottorato senza borsa corrisponde un docente fuori dalla commissione. A volte di più.
Ad ogni concorso di dottorato, ad ogni posto nel dottorato, con o senza borsa, corrisponde un numero 'n' di laureati che si presentano al concorso.
Piû i dottorati sono collocati ad 'inizio anno accademico', più questo numero 'n' si alza esponenzialmente.
Al numero 'n' di presenti al concorso di dottorato corrisponde un numero più o meno identico di elaborati presentati.
Più è alto il numero degli elaborati, più si abbassa la percentuale degli elaborati letti 'approfonditamente' dalla commissione.
Più si abbassa la percentuale del numero degli elaborati letti 'approfonditamente', più si alza la possibilità percentuale di vittoria secca dei candidati.
In termini proporzionali, meno è il numero degli elaborati letti in maniera 'approfondita' dai commissari, più è alta l'intensità di lettura degli elaborati letti.
A questo corrisponde una certa, equilibrata corrispondenza tra il numero degli elaborati letti con intensità e i vincitori di concorso dottorale.
In qualche maniera, la forbice che separa il numero degli elaborati presentati dai vincitori di concorso letti in maniera 'intensamente approfondita' e quelli 'presentati' da tutti i candidati si riduce pensando al numero degli elaborati letti in maniera 'approfondita' e quelli dei 'vincitori di concorso', che non coincidono perfettamente con i vincitori di borsa.
Questa forbice non si 'risolve', non si annulla, solo a causa della presenza dei vincitori di concorso dottorale senza borsa: essi non fanno infatti coincidere perfettamente 'la lettura approfondita' degli elaborati con i vincitori di concorso. Sono una variabile indipendente che si colloca tra la 'totale intensità' di lettura degli elaborati dei vincitori di concorso con borsa e gli elaborati dei non vincitori. Si collocano in una sorta di 'zona grigia' che potremmo chiamare 'd'attenzione programmata'.
È regola invalsa che la determinazione della graduatoria dopo lo scritto venga rispettata anche dopo l'orale.
Ove questa regola non venga rispettata, si manifesta una diversa 'intensità e attenzione' nell'ascolto del progetto di ricerca che viene oralmente presentato alla commissione.
Ove l'accessibilità alle postazioni borsistiche viene modificata dopo la presentazione orale del progetto di ricerca, solitamente avviene una riscrittura della graduatoria in riequilibrio dell'intensità di lettura sottratta ai candidati e alle candidate locali.

In ogni caso, è cruciale il rapporto tra libertà di ricerca, garantita sin dal tema della tesi, e vincitori di concorso.
Come è evidente la proporzione tra vincitori di concorso dottorale e candidati locali.

Come diceva qualcuno qualche anno fa, "come da noi, solo in Uganda".

ps: l'accesso al terzo ciclo di studi - cioè al dottorato - in tutte le parti del mondo, non coincide con l'assegnazione di borse o di posti dottorali, ma si valuta su progetto di ricerca.
L'accesso al dottorato deve, deve essere liberato, deve essere libero e valutabile solo su progetto di ricerca. Dovrebbe essere imposta la regola, la regola americana, per cui un laureato deve presentare il suo progetto per PhD in sede altra da quella dove si è laureato, in nessun caso dovrebbero essere ammessi nelle commissioni di valutazione docenti con propri laureati presenti a concorso. Nè dell'anno in corso, nè degli anni precedenti.

In finale, consiglio un ЧайкoвÑ?кий - Tchaïkovski - d'annata: direzione Mitropoulos, pianoforte Rubinstein con l'Orchestra del metropolitan; ovviamente il Primo concerto per pf e orch
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