21.03.07 - Millepiani.net: la rete rizomatica come "progetto" e come "pratica"
La struttura
'blog', per
eccesso di pratica, ha esaurito le sue potenzialità. Millepiani.net,
solo già per la scelta del nome, aveva scelto di muoversi su
una scrittura su più piani, seguendo, precisamente, la pratica di
scrittura e
di pensiero che Gilles Deleuze e Felix Guattari avevano praticato in
'Mille
Plateaux'.Di fronte la consunzione del 'modello blog', si è sentita la
necessità di ristrutturare la modalità di lettura, come, innanzitutto,
la
modalità di scrittura in rete.
Ora, la tendenza del Web 2.0 va verso una forte compartecipazione nella
definizione dei contenuti fruibili via rete. Seguendo una scelta che ha segnato
millepiani.net, qui non interessano i contenuti quali che siano. Si vorrebbe
interpretare in una maniera precisa la possibilità di determinare i contenuti,
di definirne le modalità, solo all'interno di un preciso progetto.
Il progetto è quello di 'riscrivere' una sorta di 'vocabolario'.
Mentre, sino a qualche anno fa, la tassonomia (classificazione) che regge un
vocabolario era determinata dalla sua progressione alfabetica, e solo da
quella, negli ultimi anni l'idea stessa di 'tassonomia' ha subito uno
stravolgimento assoluto.
Le relazioni tra le parole, i concetti, le scritture, le esperienza sonore o di
'visione', non sono più solo di carattere gerarchico, ordinate esternamente, ma
sono esposte a re-invii interni e autodeterminati.
Grazie alla flessibilità che la rete offre, e alla possibilità di costruzione
di mappe politiche, concettuali, di visioni, alfabetiche, di memoria o
d'invenzione, il territorio del 'vocabolario' non è più solo definito
dall'ordine alfabetico delle parole, o dalla progressione storica dello
sviluppo dei concetti; la mappa non è più il territorio, in un senso talmente
operativo, creativo, che le parole di Gregory Bateson assumono oggi non solo
valore profetico, ma soprattutto uno strumento operativo che si incrocia
perfettamente con la struttura rizomatica deleuziana-guattariana.
Se 'la mappa non è il territorio', ogni territorio esplorato individualmente
diventa un rizoma di accesso e di sviluppo delle esperienze. Altrui.
Innanzitutto delle scritture.
Nello stesso tempo, poichè in millepiani.net, non si è mai scelta l'indistinzione assoluta, o il mercato delle idee a buon mercato, la 'questione della memoria' e del suo 'transito politico' assume, in millepiani 2.0, il tono fondamentale.
È un lavoro totalmente in
divenire, che non da subito, ma nel suo sviluppo, potrà dare il meglio di sè.
Diciamo un anno, un anno e mezzo.
Dove il blog ha anche vissuto della sua proiezione nel presente, della sua vita
nel presente, qui si sta scegliendo un altro percorso: si sceglie di scrivere
in pubblico, anche dal presente, per legare la forma del presente (visivo,
sonoro, d'immagine e di scrittura) a quella della memoria (visiva, sonora,
d'immagine e di scrittura).
I 'paraggi', quei luoghi che
non assumono immediatamente centralità nella mappatura di una città, di un
territorio definito - fosse anche il territorio della memoria - vengono qui
interpretati come luoghi d'accesso prìncipi per una ricostruzione della memoria
dei luoghi, compresi quelli della rete.
Non avendo un centro, la scrittura su millepiani 2.0 muove dai paraggi, forse
anche dai margini della memoria di ognuno. Le 'vicinanze', appunto: i paraggi,
i 'fuori mano', le de-localizzazioni, puntano a costuire un'altra mappatura,
non più solo ordinata per tempo cronologico, non più solo ordinata per memoria
'ufficiale', non più solo ordinata per scelta politica vincente od urgenza, non
solo più ordinata per centralità geografica o alfabetica, cronologica.
La possibilità di legare ogni voce scritta alla sua derivazione, come alla sua maternità, o alla sua fratellanza, come anche alla sua amicizia (tutte cose che sono finalmente possibili a livello tecnico), tutto questo punta precisamente, insieme, alla decostruzione di un ordine patrilineare della scrittura (un ordine, cioè, di derivazione diretta: io scrivo questo, tu lo commenti, poi tu scrivi un'altra cosa e io la linko, così mi rifaccio a quello che hai scritto tu e a quello che ho scritto io, etc., etc.).
Non troppo vorrebbe essere millepiani 2.0. Il giusto che conosciamo già.
