↑ rizoma base

16.04.07 - Anonimia - nome - autore

16.04.2007

I rizomi possono essere firmati oppure no. Ogni autore può decidere se rendersi “riconoscibile”, oppure no. Questo è possibile non solo attraverso una firma, una sigla, un nome, ma evidentemente anche attraverso una qualunque traccia: una certa modalità di scrittura o di intervento, un certo luogo rizomatico più o meno fisso (è ad esempio quanto accade con molti dei rizomi figli del nodo “i nipoti dello zio”) possono in qualche modo indicare un’autorialità.


L’autore, insomma, la logica autarchica dell’autore finisce con l’essere attraversata dalla logica rizomatica. L’autorialità non scompare per questo, l’autore non muore, non viene ucciso. Piuttosto, nel luogo in cui siamo abituati a trovare il “riferimento autoriale” - alla fine di un saggio, sulla copertina di un libro, in calce a una lettera – noi troviamo un... fenomeno. La funzione autore non si esaurisce ma si complica, non implode, diventa più complessa. “Gianfranco” potrà pubblicizzare la propria autorialità in diversi modi, con diversi percorsi di induzione. La stessa funzione-autore insomma finisce col “rizomatizzarsi”, col diventare qualcosa in più di un nome, qualcosa in più di una sigla. La sua posizione cambia e lì dove sceglie di non esplicitarsi come nome può persino sfociare nell’anonimia o nella scrittura comune. Il “nome” è solo una possibilità per un’autorialità rizomatica. Un certo nodo, questo stesso nodo che state leggendo, può essere stato scritto da uno/a qualunque degli autori. È anonimo: ma la funzione autore non è scomparsa e non è impossibile che tra qualche mese – magari attraverso un certo riposizionamento di qualche rizoma nei suoi “paraggi” – anche questo rizoma rientri nel campo di qualche autorialità nominale più esplicitata.

mappa dei legami di questo rizoma