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05.04.07 - Corpo rizomatico

05.04.2007


Il rizoma, il nodo è la rappresentazione di un corpo “vivo”.

Il suo statuto, come si può intuire, è la mutazione. Di un rizoma può mutare la “posizione” all’interno della rete, ma può anche mutare il contenuto, almeno in parte. Se il contenuto di un rizoma è la sua scrittura, il suo autore può decidere di modificarla, di aggiungere altre parti, di inserire un’immagine, un video. Se è un’immagine questa può essere modificata, resa più limpida, più chiara. Un concetto, cui allude un titolo, può essere specificato oggi in un modo, tra un anno in un altro. Quanto già accade alla homepage può, in misura certamente minore, accadere anche altrove. Ci sono ad esempio dei rizomi “operativi”, che spiegano il funzionamento della rete, analizzando la posizione dei rizomi derivati partendo dalla propria: è naturale che, appena la struttura si modifica, il contenuto di questi nodi verrà aggiornato. Si può insomma intervenire in due modi sul “corpo” del rizoma: aggiungendo contenuto o modificando la sua posizione all’interno della rete.


Abbiamo pensato di darci almeno questa regola generale: ognuno può modificare a piacimento “contenuto” e “posizione” dei nodi, ma solo nel senso di un allargamento, di un’estensione. Chi non è autore di un nodo insomma non può operare nei suoi confronti tramite “sottrazione”, ma solo aggiungendo contenuto e moltiplicando le sue “relazioni”. Si tratta naturalmente di un tentativo che facciamo per salvaguardare un certo “statuto” dl sito: ma sappiamo bene che si tratta di una “scelta”, possibile solo, ad esempio, finché l’accesso alla rete rimane limitato a poche persone.


Su questo “vivo” del rizoma, che consiste poi nella sua essenziale modificabilità, occorre dire ancora qualcosa: è evidente che viene posta in questione la forma e l’organizzazione dei contenuti grazie alla quale tutto sommato ancora lavoriamo. Il singolo "nodo", la stessa rete, sono "per statuto" non-finiti. Una loro nuova collocazione risulta possibile, così come risulta possibile che qualcun'altro si mostri all'interno di un nodo di cui non è l'autore, evidenziando il proprio intervento. Non solo la rete nella sua complessità, ma anche ogni singolo nodo è mobile: è derivabile, può filiare, può istituire nuove familiarità. Il suo contenuto può determinare nuove posizioni, ma anche resistere alle nuove posizioni: possiamo trovare un nodo, il "nostro" nodo nei paraggi di un campo rizomatico in cui mai lo immagineremmo. Qualcun altro ha creato, o individuato, una relazione che noi non avremmo immaginato.


La rete rizomatica, come metafora forse tra le più puntuali dello statuto contemporaneo delle reti informatiche, riesce a mostrare anche i risvolti di questa apparentemente meno scontati: la sua prossimità, la sua vicinanza alla “vita” (pensiamo, come fa Deleuze, al formicolare dei topi, degli animali sotterranei, delle radici)... La rete rizomatica riesce insomma a proporre una “narrazione” della “vita” – forse, persino, delle bio-grafie – non più soltanto come scrittura, ma tramite un’intersecazione, una continua mediazione e un continuo reciproco riposizionamento dei linguaggi.

mappa dei legami di questo rizoma