Slave in genere, ungheresi in particolare
03.04.2007
Un Karajan giovane e bello come un attore di Hollywood, col volto rivolto all'infinito, troneggia nella copertina di una vecchia registrazione insieme ai fidati Berliner. Un duello di danze, Brahms contro Dvorak. Le ungheresi contro le slave. Credo sia la migliore registrazione in circolazione. La meno standardizzata sicuramente. Spiazza il fatto che Dvorak suoni come Brahms, teutonico, ultradinamico e ipertrofico, immerso nell'oltre-beethoven, pur mantenendo l'impronta folcloristica, e Brahms suoni come Dvorak, gioiosamente sincopato, quasi precursore di tendenze e musiche future che verranno usate nella musica per il cinema. La capacità di manipolare la materia musicale da parte di Karajan, dovrebbe essere un esempio per quelle schiere di direttori che, mascherandosi dietro una falsa fedeltà alla partitura, mostrano solo stanchezza e allergia all'approfondimento. Perennemente condannati a eseguire senza interpretare.
[29.03.07 - estinzione (che, con nostra grande felicità, comincia, con questo pezzo, a collaborare con millepiani)]
[29.03.07 - estinzione (che, con nostra grande felicità, comincia, con questo pezzo, a collaborare con millepiani)]
