Pour te remercier: il nome 'Jean-Luc Nancy'
Quando, allora, in Italia, dicevo di volere andare a studiare a Strasbourg, in pochi sapevano dove fosse Strasbourg. In questo senso, tutti nominavano Paris.
Mentre io e pochi nominavamo Strasbourg. In qualche maniera, da Socrate in poi, ogni città porta con sè una radicalizzazione ed una scelta - almeno in filosofia.
Jean-Luc Nancy e Philippe Lacoue-Labarthe erano, e sono ancora, il segno di una'alterità'. Niente a Strasbourg era come a Paris. Si portano, in cuore, i pochi nomi di coloro che avevano scelto di stare a Strasbourg, con 'Nancy e Philippe'.
Il nome 'Jean-Luc Nancy' è, per filosofia, il nome di 'Strasbourg'- ecco: non è 'Pensare a Strasbourg', ma 'Pensare con Strasbourg'.
E tanto differente si è dato questo 'Pensare con Strasbourg', che lo stesso nome di Nancy, al di là della morte di Philippe, si è legato a 'Europa'. E tanto più, allora, 'Europa' era lontana, tanto più Strasbourg ed 'Europa', e grazie a Nancy e Lacoue-Labarthe, questi nomi hanno continuato a coincidere: Strasbourg-Europa. E non solamente la Francia.
Perchè, mi si dice, non c'è 'scuola'?
Perchè, ripeto continuamente, non sono ripetibili i nomi e i luoghi. E la comunità du 'retrait' era a Paris. A quel seminario. La 'comunità' ha poi marcato le differenze, infine, anche tutte interne. Al suo interno.
Ma, appunto, poi sono venuti gli allievi 'stranieri', anche a Strasbourg. Posso testimoniare - e con me altri meglio di me - di una insistenza e persistenza di chi ha 'studiato' a Strasbourg nel rivendicare una 'differenza' inespugnabile. Essa, questa differenza, non affonda le sue radici in una semplice differenza di formazione; non solo.
Essa affonda la sua unicità in una 'relazione' che 'Philippe e Jean-Luc' sono riusciti a costruire.
In questo senso, la presenza, prima di morire, di Derrida a Strasbourg, non è stato che il riconoscimento di una differenza, ed un'alterità, che noi tutti, che abbiamo studiato a Strasbourg, possiamo adesso rivendicare, in filosofia, con la serenità di 'non avere una scuola, ma un senso'. Possiamo rivendicarlo, questo senso, non semplicemente come un gesto di amicizia nei confronti dei nostri 'maestri' e nei nostri confronti, ma, ancor di più, come un 'amore', una sottolineatura del ruolo che la filosofia ha di fronte l'Europa.
Fosse stato anche solo un 'gesto di amicizia', basterebbe a segnare la forza della riflessione filosofica 'con-avec' Strasbourg.
Proprio perchè sia Nancy che Lacoue-Labarthe mai hanno caratterizzato il loro insegnamento come una scuola. Al contrario, hanno caratterizzato, sempre, più che il loro insegnamento, la loro accoglienza, la loro presenza, un certo 'senso
della filosofia', del 'praticarla'. Il loro 'essere giusti'.
Questa 'accoglienza', questo 'senso' e questa 'pratica' è una parte importante dello statuto della filosofia in Europa. Si chiama 'amore'.
E tanto mi sembra importante questa bellezza e questo 'amore', tanto più è importante faccia a quell'entità astratta che tutti, oggi, chiamiamo 'Europa'. E mi sembra così tanto importante questo gesto di 'accoglienza', da doverlo sottolineare ancora una volta, in italiano, nella mia lingua, nella lingua che meglio so attraversare. E mi sembra così tanto importante sottolineare questo 'gesto', che è il 'gesto dell'accoglienza del pensiero', da dovere nominarlo - per lo meno pensando a Strasbourg - con il nome di uno dei due, che poi è il nome dei 'due' che hanno saputo praticare questo gesto di accoglienza di chi veniva 'd'altrove'.
Perchè 'nominare è riconoscere'. Anche di fronte - e soprattutto - le differenze.
E soprattutto perchè, ringraziare è, in un certo senso, 'dire la verità'. E dire 'grazie', 'ti ringrazio', di fronte 'Philippe e Jean-Luc', è riconoscere questo 'senso della filosofia' che sempre ci accompagna. E più ancora, il nome 'Jean-Luc Nancy' è il nome di un 'domanda incessante sul senso', che è il senso della 'pratica' filosofica e della sua 'domanda'. Anche, e soprattutto, al di là del suo 'nome', di 'questo nome'.
La 'differenza' che esiste tra 'riconoscere' e 'ringraziare' è la 'differenza' che c'è tra 'dire il vero' e 'dire'. Anche se, a volte, davvero, dire il vero coincide con ringraziare.
Riconoscere e nominare 'Jean-Luc Nancy' è ringraziarlo. Davvero.
