Musica e orrore a Terezin
05.11.2007
Repubblica 3.11.07 - In un Cd le sinfonie composte dai prigionieri del lager. Musica e orrore a Terezìn
di Enrico Regazzoni
La capacità evocativa della musica può toccare livelli quasi insopportabili. E basta ascoltare il cd di Anne Sofie von Otter dal titolo Terezìn/Theresienstadt, che la Deutsche Grammophon ha appena pubblicato, per rendersene conto. Un disco struggente, che raccoglie le musiche composte da quegli artisti cechi che dai nazisti avevano l´ordine di mettere in scena il teatrino dell´insediamento ebreo «modello» (di Terezìn appunto, Theresienstadt per i tedeschi, 60 chilometri a nord di Praga, la città che ospitò il campo di concentramento voluto dai nazisti durante la seconda guerra mondiale, ha già trattato sulle pagine di questo giornale Milan Kundera, in un articolo uscito lo scorso 23 ottobre, ndr) buono per le visite della Croce Rossa e i filmati della propaganda, ma che sapevano perfettamente che da un giorno all´altro sarebbero partiti per le camere a gas.
Ilse Weber, Karel Svenk, Adolf Strauss, Pavel Haas, Erwin Schulhoff, sono i nomi di questi compositori. E i loro registri spaziano dal cabaret al lieder, dalla ninnananna alla musica contemporanea. Anne Sofie von Otter, mezzosoprano, restituisce intatte, col suo canto, la dignità e la disperazione di melodie nate sull´orlo della fine, ma sempre ricche di quell´energia iniziale che accompagna ogni vero atto creativo. Nei canti di Theresienstadt (che la von Otter ha inciso insieme a Bengt Forsberg, Christian Gerhaher e Daniel Hope), ci sono dei momenti in cui l´immaginazione del contesto si fa così pesante da annebbiare la vista. Come durante la ninnananna Wiegala, che Ilse Weber cantò con la sua chitarra ai bambini del campo fino all´ultimo, mentre il gas cominciava già a uscire. Ma invece è proprio questa immaginazione a rilanciare l´ascolto. Indefinitamente.
di Enrico Regazzoni

Ilse Weber, Karel Svenk, Adolf Strauss, Pavel Haas, Erwin Schulhoff, sono i nomi di questi compositori. E i loro registri spaziano dal cabaret al lieder, dalla ninnananna alla musica contemporanea. Anne Sofie von Otter, mezzosoprano, restituisce intatte, col suo canto, la dignità e la disperazione di melodie nate sull´orlo della fine, ma sempre ricche di quell´energia iniziale che accompagna ogni vero atto creativo. Nei canti di Theresienstadt (che la von Otter ha inciso insieme a Bengt Forsberg, Christian Gerhaher e Daniel Hope), ci sono dei momenti in cui l´immaginazione del contesto si fa così pesante da annebbiare la vista. Come durante la ninnananna Wiegala, che Ilse Weber cantò con la sua chitarra ai bambini del campo fino all´ultimo, mentre il gas cominciava già a uscire. Ma invece è proprio questa immaginazione a rilanciare l´ascolto. Indefinitamente.
