Music for a large ensemble - Steve Reich
27.09.2007
Senza fine
Music for a large ensemble (Ecm new series)
Sola tra tante. Si potrebbe definire così la musica di Steve Reich. Una ossessiva ricerca nel tentativo di accoppiare, unire, linee musicali irrimediabilmente parallele. Diverse per intensità, modulazione e altezza, le note di Reich sono sole. Si inseguono ripetendo lo stesso tema, ne ampliano la durata, come una vita che accumula esperienze giorno dopo giorno senza giungere mai all’atto decisivo: la fine. La musica di Reich non termina, si ferma soltanto. Diminuisce, si concede pause, poi inizia di nuovo, reincarnandosi in nuove note uguali ma diverse. Note morte appena suonate. Una composizione-limbo a quattro sezioni (A-B-C-B-A), dove la musica arriva, scortata dal delirio ritmico di Reich, e riparte. Partire come morire, insomma. Mai la musica è stata più sfuggente, meno pronta a essere catturata dall’ascoltatore. Una melodia percussiva innalzata a fida maestra sostituta quasi a nascondere la vera essenza della composizione. Una linea di violini, richiamo alla classicità, che sbuca pianissimo in crescendo dal tappeto ritmico creato dallo xilofono e dalle marimbas, nel tentativo di ri-affermare la capacità musicale e timbrica di unire e legare note che fluttuano impazzite. Ma Reich non cede a questo richiamo: i vibrafoni, i sassofoni e un flauto solitario restano là ad assopire il tema, liberando note solitarie senza fine
estinzione
Sola tra tante. Si potrebbe definire così la musica di Steve Reich. Una ossessiva ricerca nel tentativo di accoppiare, unire, linee musicali irrimediabilmente parallele. Diverse per intensità, modulazione e altezza, le note di Reich sono sole. Si inseguono ripetendo lo stesso tema, ne ampliano la durata, come una vita che accumula esperienze giorno dopo giorno senza giungere mai all’atto decisivo: la fine. La musica di Reich non termina, si ferma soltanto. Diminuisce, si concede pause, poi inizia di nuovo, reincarnandosi in nuove note uguali ma diverse. Note morte appena suonate. Una composizione-limbo a quattro sezioni (A-B-C-B-A), dove la musica arriva, scortata dal delirio ritmico di Reich, e riparte. Partire come morire, insomma. Mai la musica è stata più sfuggente, meno pronta a essere catturata dall’ascoltatore. Una melodia percussiva innalzata a fida maestra sostituta quasi a nascondere la vera essenza della composizione. Una linea di violini, richiamo alla classicità, che sbuca pianissimo in crescendo dal tappeto ritmico creato dallo xilofono e dalle marimbas, nel tentativo di ri-affermare la capacità musicale e timbrica di unire e legare note che fluttuano impazzite. Ma Reich non cede a questo richiamo: i vibrafoni, i sassofoni e un flauto solitario restano là ad assopire il tema, liberando note solitarie senza fine
estinzione
