"Frana"
26.03.2007
La malattia cronica della scrittura mi affligge. Per codardia, per
mancanza di volontà o, peggio, per incapacità di coltivare l'unica
libertà possibile, e cioè la rinuncia unilaterale ad ogni "strumento".
Per fortuna, sono solo relativamente afflitto dal compiacimento: ogni
frase, giorno per giorno, resta in discussione. L'opera, se le sue
parti minime sono perennemente in bilico, vacilla, non cresce. La
scrittura, a queste condizioni, è una progressiva messa a fuoco di un
punto sempre più circoscritto e sfocato.
Viene alla mente l'immagine levigata dalle continue frane del lato invisibile di Stromboli. L'unico risultato possibile della scrittura è ricondurre allo stato di precario equilibrio il cumularsi dei materiali. L'atto dello scrivere si chiude in sè. Il resto, si perde in un fondale ingordo ed invisibile, il contenitore di ogni eccedenza, di ogni passione e desiderio.
(renzo - 06.07.05)
