19.02.09 - La mia perplessità, la mia durezza: millepiani.net 3.0
19.02.2009
[millepiani - 19.02.09]
Quando ho cominciato il progetto di 'millepiani.net' non avevo immaginato. Non solo la sua irrilevanza, ma soprattutto la difficoltà di ripensarlo. Non è questo un luogo d'artificio nè di scrittura libera. E' un progetto, e come tale deve essere trattato.
Le assenze di scrittura non sono sintomo di una mancanza di lucidità, ma di rilancio e trasformazione. Di ripensamento.
Mai, in nessuna maniera, 'millepiani.net' è stato pensato come un luogo di deposito nè delle memorie nè delle immagini della propria vita. Non è mai stato pensato come un luogo in cui fosse semplice pensare il tempo presente attraverso le immagini. Nemmeno le dirette radio on-line, che sono state fatte in un tempo difficile per la realizzazione, sono state pensate per commentare il tempo o la musica - non sono mai state fatte solo per ascoltare la 'musica', ma per fare 'comune'.
Tutti coloro i quali, tutte coloro le quali hanno partecipato a questo progetto hanno lo sguardo ben fisso, lo hanno avuto e continuano ad averlo, sulla necessità di non 'commentare' il presente, ma di 'sfondarlo', 'bucarlo', 'forarlo' con la forza di una testimonianza che non è mai stata di maniera nè di passo, ma che ha attraversato il loro ascolto come la loro scrittura, la loro lettura come la loro distanza, alcune morti e alcuni silenzi.
Lo scarto che ha costituito il passaggio da millepiani 1.0 a millepiani 2.0 è, oggi, consumato. Questo passaggio è stato traumatico e ha prodotto un'illegibilità del progetto.
Se ne era perfettamente consapevoli: solo oggi si dirime un nodo. Millepiani.net 2.0 era la premessa alla casa editrice che è stata costituita.
In questo senso era processo allora completamente incomprensibile.
Un'ulteriore accelerazione, imposta dalle scelte di chi, in grande parte, ha fatto carne e parola di questo progetto, impone un'irruzione ulteriore in 'millepiani.net'.
Da questo nucleo è nata una casa editrice.
Questo è un luogo dove le scritture si sono sempre incrociate: non diventerà mai un 'deposito' di scritture, un luogo 'facile'.
La struttura stessa, tra le più geniali ed avanzate che ci siano in circolazione, non per nostro merito ma per l'incrocio casuale e la ricerca ossessiva di una forma che desse agio alla scrittura e al pensiero che si ha, questa stessa struttura permerrà ma verrà ripensata. Di nuovo, sì, di nuovo.
Per questo, di nuovo, sarebbe importante che letture, scritture, idiosincrasie e speranze, mortori, altarini e fughe potessero reincrociarsi intorno ad un progetto di casa editrice che è maturato dentro questo incrocio e dentro queste fughe - per quanto banali potessero essere, hanno coinvolto persone, amori ed amicizie molto forti. Che restano, come restano i nomi.
Perchè i nomi non sono nè la cosa nè le cose.
Sono e restano. E vivono di vita nostra. E nominano e chiamano, i nomi chiamano di nuovo, alla presenza. In comune.
***
Quando ho cominciato il progetto di 'millepiani.net' non avevo immaginato. Non solo la sua irrilevanza, ma soprattutto la difficoltà di ripensarlo. Non è questo un luogo d'artificio nè di scrittura libera. E' un progetto, e come tale deve essere trattato.
Le assenze di scrittura non sono sintomo di una mancanza di lucidità, ma di rilancio e trasformazione. Di ripensamento.
Mai, in nessuna maniera, 'millepiani.net' è stato pensato come un luogo di deposito nè delle memorie nè delle immagini della propria vita. Non è mai stato pensato come un luogo in cui fosse semplice pensare il tempo presente attraverso le immagini. Nemmeno le dirette radio on-line, che sono state fatte in un tempo difficile per la realizzazione, sono state pensate per commentare il tempo o la musica - non sono mai state fatte solo per ascoltare la 'musica', ma per fare 'comune'.
Tutti coloro i quali, tutte coloro le quali hanno partecipato a questo progetto hanno lo sguardo ben fisso, lo hanno avuto e continuano ad averlo, sulla necessità di non 'commentare' il presente, ma di 'sfondarlo', 'bucarlo', 'forarlo' con la forza di una testimonianza che non è mai stata di maniera nè di passo, ma che ha attraversato il loro ascolto come la loro scrittura, la loro lettura come la loro distanza, alcune morti e alcuni silenzi.
Lo scarto che ha costituito il passaggio da millepiani 1.0 a millepiani 2.0 è, oggi, consumato. Questo passaggio è stato traumatico e ha prodotto un'illegibilità del progetto.
Se ne era perfettamente consapevoli: solo oggi si dirime un nodo. Millepiani.net 2.0 era la premessa alla casa editrice che è stata costituita.
In questo senso era processo allora completamente incomprensibile.
Un'ulteriore accelerazione, imposta dalle scelte di chi, in grande parte, ha fatto carne e parola di questo progetto, impone un'irruzione ulteriore in 'millepiani.net'.
Da questo nucleo è nata una casa editrice.
Vengerov
Questo è un luogo dove le scritture si sono sempre incrociate: non diventerà mai un 'deposito' di scritture, un luogo 'facile'.
La struttura stessa, tra le più geniali ed avanzate che ci siano in circolazione, non per nostro merito ma per l'incrocio casuale e la ricerca ossessiva di una forma che desse agio alla scrittura e al pensiero che si ha, questa stessa struttura permerrà ma verrà ripensata. Di nuovo, sì, di nuovo.
Per questo, di nuovo, sarebbe importante che letture, scritture, idiosincrasie e speranze, mortori, altarini e fughe potessero reincrociarsi intorno ad un progetto di casa editrice che è maturato dentro questo incrocio e dentro queste fughe - per quanto banali potessero essere, hanno coinvolto persone, amori ed amicizie molto forti. Che restano, come restano i nomi.
Perchè i nomi non sono nè la cosa nè le cose.
Sono e restano. E vivono di vita nostra. E nominano e chiamano, i nomi chiamano di nuovo, alla presenza. In comune.
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