Invidia delle Goldberg e Speciale Glenn Gould (05.06.07)
Invidia delle Goldberg e Speciale Glenn Gould (05.06.07)
"L'ala del turbine intelligente"
SPECIALE GLENN GOULD
QUI LA REGISTRAZIONE
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Penso che le Variazioni Goldberg debbano essere eseguite il meno possibile. Sono dell’opinione, risaputa da chi mi conosce, che dovrebbero essere tolte dal repertorio mondiale. Inutile affannarsi ancora. Eppure è tutto un moltiplicarsi di nuove edizioni, di giovanottoni volenterosi che si affrettano ad incidere esecuzioni buone solo per far capire a studenti alle prime armi come non suonarle. Ultimamente fioriscono addirittura trascrizioni delle Goldberg per altri strumenti e per complessi da camera che snaturano completamente la freddezza matematica delle Variazioni, rendendole musica da camera alla stregua di un quartetto romantico.
Devo confessare di essere rimasto di sasso quando, maneggiando il cd, ho visto i nomi di tre grandi solisti come Mischa Maisky (cello), Julian Rachlin (violino) e Nobuko Imai (viola), sulla copertina delle Goldberg. La trascrizione che adottano, la più famosa, è quella che Dmitry Sitkovetsky, in occasione del terzo centenario della nascita di Bach, compose, dedicandola ( mi verrebbe da dire: la faccia come il c…) a Glenn Gould. In questa incisione non c’è traccia dell’astrazione, della matematica perfezione non umana che si trova, ovviamente, nelle due storiche versioni di Glenn Gould e nella prima, per clavicembalo, della Wanda Landowska. Tutto è ridotto in un contesto cameristico dal suono coinvolgente ( Maisky sarebbe coinvolgente anche se suonasse i Metallica) ma totalmente fuoriluogo per il tipo di musica eterea quali le Goldberg. Perché, mi chiedo, usare queste trascrizioni, probabilmente commissionate da qualche dirigente statale per avere più contributi nell’anno delle celebrazioni, quando bisognerebbe invece preservare un tale capolavoro dallo sciacallaggio che tutti i giorni viene messo in atto da spot pubblicitari, pseudo-colonne sonore e altro? Il repertorio di questi solisti è sprovvisto delle Goldberg? Pazienza. In quanto ammiratore e ascoltatore delle loro mirabili incisioni di tanto repertorio classico, posso capire la loro voglia di cimentarsi con una composizione unica che non ha avuto seguito nella storia della creazione musicale. E che loro non hanno. Una musica che non è simile a nessun’altra, che non ha prodotto “tradizione” e che solo pochissimi privilegiati hanno saputo realmente interpretare.