millepiani
* MILLEPIANI EDITORI
 Che cos'è la 'Millepiani Editori'?
Il nome reinvia, ovviamente, ad una diversità di pratiche, di livelli. Millepiani sono i molteplici piani su cui, oggi, l'attività editoriale si muove.
Questi piani implicano l'attività di editoria classica, quella cartacea, e implicano, insieme, la possibilità di altri piani in cui la pubblicazione di un libro', un 'testo', un video, una serie di immagini, può essere presentata.
'Millepiani' significa una serie di piani che si intersecano -quello cartaceo, quello digitale, quello delle immagini come quello video - che, insieme, diano un nuovo sguardo d'insieme.
Un testo può essere pubblicato, inizialmente, su carta. Ma esso
implica, anche senza saperlo, oggi, anche tanti molteplici livelli di
sviluppo.
Faccio un esempio. Scrivo della mia città, Messina. E' una città segnata dal terremoto che l'ha distrutta. Se dovessi pensare alla mia città, non potrei non pensarla nella sua stratificazione: ogni terremoto porta con sé una distruzione - le macerie - come una ricostruzione.
La ricostruzione - volente o nolente - si erge su quelle stesse macerie. Si innalza su quelle macerie. 'Millepiani' è pensare la compresenza di questi piani diversi.
Se io penso il 'racconto' della mia città, lo posso scrivere.
Ma, nel racconto della mia città, non potrei fare a meno d'integrare il fatto che, visivamente, è più alta di mezzo metro.
Qui avrei già un primo incrocio: un'immagine fotografica dei piani su
cui vive la mia città; il racconto del terremoto che l'ha distrutta, il
futuro asimmetrico che, a partire da quella distruzione, le si è aperto. Asimmetrico perché non più iscritto come sviluppo puro e semplice.
E' come dire di una pianta che si diversifica grazie agli innesti.
L'immagine fondamentale di 'Millepiani' è quella del rizoma. Il rizoma è una forma di crescita degli arbusti che, a differenza di molti vegetali,
non si sviluppa in verticale - il rizoma non è una radice. Il rizoma si sviluppa in orizzontale, cresce in orizzontale, ha un'orizzontalità della sua vita
che, progressivamente, riesce a mostrarsi fuori dal terreno: gemma crescendo in orizzontale. Gemma - nel senso che fa nascere nuovi 'spunti' - solo attraversando in orizzontale la terra.
Il rizoma, proprio perché cresce in orizzontale, non ha un centro: il suo centro è, ogni volta, il nuovo innesto, un nuovo incontro.
E' un'immagine 'terranea' senza essere una radice che cerca l'oscuro. Ha quindi, visivamente, un'orizzontalità, e, insieme, una radicalità molto forte.
Non essendo grafico, mi rendo conto che questo che scrivo possa essere astratto. Ma, altrettanto, credo che sia forte e comprensibile l'immagine di una pianta che si sviluppa, che cresce in orizzontale e che si nutre degli incontri e non di una semplice crescita
verso l'alto.
Che cosa vuole fare, dunque, la 'Millepiani Editori'?
Vuole cominciare radicandosi in maniera rizomatica nell'attività
editoriale cartacea tradizionale, senza però renderla il suo unico
senso.
Vuole praticare l'idea di una editoria plurima, diversificata, che si sappia incontrare con le nuove forme della rete. Vuole incrociare questa forma tradizionale con le nuove forme della fruizione editoriale. Ha la pretesa di volere portare in queste nuove forme -
editoria digitale, fruizione di contenuti multimediali, pensare l'opera
su più piani - la forma verticale tradizionale della lettura del libro. *** Ora Zero: su Ballard [03.05.09 - andrea/estinzione] Da ballardiano di vecchia data sono affranto. Il signore inglese che ha descritto e anticipato tutto quello che siamo e che diventeremo non c'è più. Ha predetto anche la sua morte, parlando della malattia che lo affliggeva da tempo nell'ultimo libro autobiografico"I miracoli della vita". Mentre scrivo queste note ho tra le mani il primo libro di James G. Ballard che comprai. Era il Natale del 1981 e già cercavo di frenare il tempo con l’aiuto dei libri. Insieme a qualche fumetto Marvel acquistai anche il numero natalizio di Urania. A quei tempi facevano uscire in concomitanza delle feste un volume con la copertina argentata, anziché la classica bianca, che riuniva più opere dello stesso scrittore. Una strenna a buon mercato per gli appassionati di fantascienza: Urania Natale. Lire 1500. La copertina riporta il contenuto: 1 romanzo e 10 racconti. I titoli: Ultime notizie dall’America e Ora zero. Proprio la nota in copertina relativa a quel racconto mi convinse all’acquisto: “i racconti di Ballard sono sempre sconvolgenti e traumatizzanti, ma quello che da il titolo alla raccolta qui inclusa potrà avere effetti ancora più drastici. Si consiglia quindi vivamente di leggerlo per ultimo onde non rischiare, dopo averlo letto, di non essere materialmente in grado di leggere gli altri.”
Mi fu impossibile resistere e corsi a casa per sprofondare dentro il mio primo inferno ballardiano.
Quel racconto freddo e spietato come l’inverno dell‘81, scritto in un modo semplice e classico, è un esempio magistrale di come Ballard analizzi e traduca i desideri malvagi che ognuno di noi ha.
Lessi velocemente il racconto e alla fine restai in silenzio guardandomi intorno. La mia camera, i libri, lo stereo con gli lp sparsi intorno, il poster di J. McEnroe che aveva da poco vinto il primo Wimbledon.
Pensai: e se questo tizio facesse sul serio? Morirò presto? Restai in attesa, poi capii che quello scrittore mi aveva fregato. Lo conoscevo da poco, e me l’aveva fatta. Ero la cavia ideale: giovane e deviato, pronto a vivere il futuro nel modo peggiore possibile.
Non starò a ricordare i tanti titoli di Ballard che valga la pena di leggere: tutti. Trovateli. Sparsi per tante case editrici, spesso mal tradotti, ma fondamentali.
A volte mi chiedono: “se potessi scegliere, come quale scrittore vorresti scrivere?” Chi mi conosce potrebbe dire Bernhard, o Celine magari. DeLillo anche. Sono felice di aver incrociato nella mia vita “il Voyage”, “Gelo” e “Rumore Bianco”, sarei stato molto peggio senza di loro. Moltissimo.
Ma a quella domanda risponderei: “ come Ballard…, vorrei scrivere come James Graham Ballard e ammazzarvi tutti!” **
'Senza tregua' - 25 aprile
Un bacio infinito al comandante Giovanni 'Visone' Pesce, genio militare e medaglia d'oro della Resistenza, e al comandante Nicola 'Marco' Badaloni, genio filosofico. In entrambi la pietà per il vinto si intreccia con la scelta morale, intransigente, esistenziale e filosofica, per la libertà di tutti, contro il potere dei pochi e della violenza. *
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