11.07.2007
Libero Bovio e il mistero del processo
a Libero Corso Bovio,
a chi pensa la procedura penale mentre la pratica
Non c’è mai mistero in un suicidio, ma il corpo morto e la scelta, anche di un attimo. Il mistero, al contrario, più che nelle scelte individuali, alberga, si nasconde e risiede come tarlo nei gesti pubblici, nei ruoli, nelle procedure conosciute. Di tutti i riti e le pratiche che l’occidente ha costruito, il mistero della procedura penale è quello più imperforabile ed enigmatico. Esso infatti affonda le radici nel gesto del ‘giudizio’.
In un certo senso, la procedura penale è il mistero del rapporto tra dio e gli uomini.
Proprio perchè, nel giudizio, nelle regole attraverso cui gli uomini decidono di giudicare i loro simili, si mostra, meglio che altrove, la legge e la violazione, la responsabilità come la colpa, la sanzione come l’espiazione, la pena ed il ritorno, la salvezza.
Questo perchè, nella procedura penale, lo sforzo di separazione, di allontanamento dai fondamenti teologici che la innervano storicamente è più lacerante e necessario che in ogni altro segmento del diritto occidentale.
Il mistero risiede più dal lato di chi giudica che dal lato del giudicato.
