Sarkozy e l’Italia
Il risultato elettorale delle presidenziali francesi porta cinque elementi chiarificatori per lo scenario politico italiano:
1- La destra populista non è più un’anomalia italiana ma un elemento ripetibile nelle politiche delle grandi nazioni europee;
2- È il centro che deve scegliere con chi allearsi, e non la sinistra. Dove la sinistra rincorre un centro spaccato tra l’area politica di destra e quella dei suoi oppositori, o tra l’indirizzo dei suoi leaders e la tendenza dei suoi elettori, essa acuisce la sua debolezza di fronte alle politiche populiste;
3- In questo senso, l’idea di un partito democratico è destinata all’implosione e alla perdita progressiva di consenso: all’intero del bipolarismo - come quello insito nel sistema elettorale presidenziale a doppio turno francese - l’elettorato di centro sceglie, in questa fase, candidati chiaramente schierati e che possono rivendicare una coerenza e una chiarezza di percorso politico che mancano alla classe politica del futuro partito democratico;
4- Si apre una fase in cui le politiche nazionali si rinserrano, si chiudono nella sfera istituzionalizzata della rappresentanza, rifiutando il confronto con la società in tumultuosa trasformazione e densa di disagio sociale. Si protrebbe dire: a muso duro di fronte la società. È una separazione che si accentuerà progressivamente e chiaramente evidente in alcune scelte politiche tutte italiane degli esponenti del futuro PD;
5- la crisi del PSF - alla terza sconfitta presidenziale consecutiva - mette in crisi il modello di un socialismo all’acqua di rose, senza propulsione realmente riformatrice, che segue, per non dire insegue, le politiche centriste. Questa crisi dovrebbe far riflettere molto.
Lo spazio che si apre, in Italia innanzitutto, per colmare questo distanza tra politica e dinamica di trasformazione sociale dovrebbe essere occupato da un gesto politico ‘federale’ tra i soggetti dell’area della sinistra. Senza che questo gesto resti una pura tautologia dei gruppi dirigenti. Sul come colmarlo, sarebbe salutare una vera e propria resa dei conti politico-culturale tra questi soggetti, e tra i loro gruppi dirigenti e il loro elettorato.
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Mannaggia alla moda dei populisti! Resisterà la Spagna?(una scusa per cercare di sapere qualcosa di te). Un abbraccio forte Andrea