Da Millepiani 1.0 a Millepiani 2.0: dai ‘paraggi’
Da oggi, la homepage di millepiani.net accoglie la nuova struttura a rizomi (o voci, o nodi) di cui si è discusso da due mesi a questa parte.
Il blog, inteso in senso classico, continuerà a vivere e a poter essere letto e utilizzato per pubblicare interventi, a questo indirizzo www.millepiani.net/millepiani1.0/.
L’archivio di tutti gli interventi manterà lo stesso indirizzo. Questo significa che tutti i links, tutte le ricerche via google o altro motore di ricerca, continueranno a ‘puntare’ alle stesse pagine, senza necessità di modificare alcunchè.
Parte di questo archivio verrà progressivamente spostato all’interno della struttura di Millepiani 2.0. Questo, in parte, con l’ausilio degli autori.
Per essere chiari: si è scelto questo passaggio per diversi motivi.
Il primo: una consunzione acclarata della struttura ‘blog’, che, per eccesso di pratica, ha esaurito le sue potenzialità.
Il secondo: millepiani.net, solo già per la scelta del nome, aveva scelto di muoversi su una scrittura su più piani, seguendo, precisamente, la pratica di scrittura e di pensiero che Gilles Deleuze e Felix Guattari avevano praticato in ‘Mille Plateaux’.
Di fronte la consunzione del ‘modello blog’, si è sentita la necessità di ristrutturare la modalità di lettura, come, innanzitutto, la modalità di scrittura in rete.
In ultimo, la tendenza del Web 2.0 va verso una forte compartecipazione nella definizione dei contenuti fruibili via rete. Seguendo una scelta che ha segnato millepiani.net, qui non interessano i contenuti quali che siiano. Si vorrebbe interpretare in una maniera precisa la possibilità di determinare i contenuti, di definirne le modalità, solo all’interno di un preciso progetto.
Il progetto è quello di ‘riscrivere’ una sorta di ‘vocabolario’.
Mentre, sino a qualche anno fa, la tassonomia (classificazione) che regge un vocabolario era determinata dalla sua progressione alfabetica, e solo da quella, negli ultimi anni l’idea stessa di ‘tassonomia’ ha subito uno stravolgimento assoluto.
Le relazioni tra le parole, i concetti, le scritture, le esperienza sonore o di ‘visione’, non sono più solo di carattere gerarchico, ordinate esternamente, ma sono esposte a re-invii interni e autodeterminati.
Grazie alla flessibilità che la rete offre, e alla possibilità di costruzione di mappe politiche, concettuali, di visioni, alfabetiche, di memoria o d’invenzione, il territorio del ‘vocabolario’ non è più solo definito dall’ordine alfabetico delle parole, o dalla progressione storica dello sviluppo dei concetti; la mappa non è più il territorio, in un senso talmente operativo, creativo, che le parole di Gregory Bateson assumono oggi non solo valore profetico, ma soprattutto uno strumento operativo che si incrocio perfettamente con la struttura rizomatica deleuziana-guattariana.
Se ‘la mappa non è il territorio’, ogni territorio esplorato individualmente diventa un rizoma di accesso e di sviluppo delle esperienze. Altrui. Innanzitutto delle scritture.
Nello stesso tempo, poichè in millepiani.net, non si è mai scelta l’indistinzione assoluta, o il mercato delle idee a buon mercato, la ‘questione della memoria’ e del suo ‘transito politico’ assume, in millepiani 2.0, il tono fondamentale.
È un lavoro totalmente in divenire, che non da subito, ma nel suo sviluppo, potrà dare il meglio di sè. Diciamo un anno, un anno e mezzo.
Dove il blog ha anche vissuto della sua proiezione nel presente, della sua vita nel presente, qui si sta scegliendo un altro percorso: si sceglie di scrivere in pubblico, anche dal presente, per legare la forma del presente (visivo, sonoro, d’immagine e di scrittura) a quella della memoria (visiva, sonora, d’immagine e di scrittura).
I ‘paraggi’, quei luoghi che non assumono immediatamente centralità nella mappatura di una città, di un territorio definito - fosse anche il territorio della memoria - vengono qui interpretati come luoghi d’accesso prìncipi per una ricostruzione della memoria dei luoghi, compresi quelli della rete.
Non avendo un centro, la scrittura su millepiani 2.0 muove dai paraggi, forse anche dai margini della memoria di ognuno. Le ‘vicinanze’, appunto: i paraggi, i ‘fuori mano’, le de-localizzazioni, puntano a costuire un’altra mappatura, non più solo ordinata per tempo cronologico, non più solo ordinata per memoria ‘ufficiale’, non più solo ordinata per scelta politica vincente od urgenza, non solo più ordinata per centralità geografica o alfabetica, cronologica.
La possibilità di legare ogni voce scritta alla sua derivazione, come alla sua maternità, o alla sua fratellanza, come anche alla sua amicizia (tutte cose che sono finalmente possibili a livello tecnico), tutto questo punta precisamente, insieme, alla decostruzione di un ordine patrilineare della scrittura (un ordine, cioè, di derivazione diretta: io scrivo questo, tu lo commenti, poi tu scrivi un’altra cosa e io la linko, così mi rifaccio a quello che hai scritto tu e a quello che ho sccritto io, etc., etc.).
Non troppo vorrebbe essere millepiani 2.0. Il giusto che conosciamo già.
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Un commento a “Da Millepiani 1.0 a Millepiani 2.0: dai ‘paraggi’”
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mi pare che http://www.millepiani.net dia problemi col database :)