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Lezioni di economia (o, forse, di democrazia e di costituzione)
Poichè il termine ‘testimonianza’ non mi piace, e nemmeno quello di ‘giornalista’ - quale sono - perchè mi ricorda come i ‘giornalisti e le giornaliste’ non sanno fare il loro mestiere, posto uno ’sputo’, bello e buono, che non ho scritto io.
Buona rimozione.
“Come tenere puliti otto plessi scolastici (più di mille alunni e numerose attività pomeridiane, mensa, ecc.), durante tutto l’arco dell’anno, con un quantitativo di prodotti appena sufficienti per la pulizia di un appartamento di 120 mq abitato da quattro persone, per lo stesso arco di tempo?
Venite a lezione di “Economia Scolastica”.
Come amministrare un’ “azienda” e soddisfare un’ “utenza” sempre più esigente (i genitori desiderano più attività e laboratori di inglese e informatica, i docenti desiderano l’approfondimento di alcune discipline “scarnificate” dai colpi di scalpello dei ministri del cavaliere: linguE straniere, lettere, tecnologie “nonsolopc” e scienze motorie sin dalla scuola dell’infanzia)con sempre meno personale, sempre meno soldi, sempre meno ascolto e sempre più “attenzionati” dai media solo in caso di episodi spiacevoli, più o meno gravi.
“Episodi”.
Perchè nella norma la scuola pubblica italiana è un buon esempio di come si possano fare “nozze coi fichi secchi”. E nessuno ne parla.
E forse se noi dirigenti, collaboratori, insegnanti, personale ATA e amministrativo la smettessimo di “saperci arrangiare”, lavorando anche al di fuori del nostro contratto, modellando orari e competenze secondo il continuo stato di emergenza che scandisce le giornate della nostra scuola (mancanza di fondi sufficienti e difficoltà di nomina docenti e personale già carente in partenza, edilizia allo sfascio) allora le disfunzioni salterebbero all’occhio. Quelle VERE. Non fatterelli da furberie giornalistiche (non so se alla scuola abbia fatto più danno Berlusconi o la stampa) ma veri e propri DISAGI PER L’UTENZA.
Qualche esempio?
Non ci sono fondi sufficienti per mantenere funzionanti, aggiornati ed efficienti le sale d’informatica (quando ci sono), perchè i tecnici per la manutenzione COSTANO, i nuovi programmi e le componenti COSTANO. Nella scuola in cui lavoro capita spesso vedere i docenti più competenti in informatica “trafficare” con cavi e stampanti, installare programmi, ecc., oltre l’orario di servizio. Ordinario-straordinario non retribuito. Se lasciassero tutto com’è, se si andassero a fare la messa in piega o portassero il nipotino ai giardini, forse quacuno si accorgerebbe che QUALCOSA NON FUNZIONA.
Non ci sono fondi sufficienti per manutenere le palestre, ristrutturarle secondo i parametri di sicurezza, costruirle dove mancano, dotarle di grandi e piccoli attrezzi. Se il docente di Scienze Motorie la smettesse di “arrangiarsi” nel cortile dal fondo dissestato, nel parcheggio con l’asfalto mezzo divelto, nell’atrio, in un’aula, ecc., usando un secchio per l’immondizia sfondato come canestro o gli zaini degli alunni come pali della rete per una porta virtuale, i flaconi vuoti dei detersivi (pochi, vedi sopra) per fare lo slalom e via dicendo. Se l’insegnante non si sottoponesse al rischio di finire sui giornali perchè un alunno si è rotto il braccio durante l’ora di educazione fisica esercitata in un ambiente e con attrezzi “non a norma” e quindi perseguibile penalmente, non coperto dall’assicurazione e quindi sottoposto al rischio (lui e la scuola) di una responsabilità economica, allora.. Beh, allora gli alunni (i nostri figli, i nostri ragazzi) dovrebbero rimanere in classe, fare “teoria”, perchè spesso non si dispone di impianti sportivi comunali vicini al plesso scolastico, perchè quelli privati COSTANO, perchè il trasporto COSTA, perchè far quadrare orari e disponibilità di docenti e accompagnatori COSTA (ricordiamo che uscire con le classi non è “andare a spasso” ma è un atto di responsabilità che prevede figure di appoggio per la sicurezza degli alunni: personale ATA, assistenti igienico-educativi e docenti specializzati per gli alunni in situazione di handicap).
Vogliamo parlare dei laboratori?
Qualcuno riesce ad insegnare tecniche pittoriche senza pittura, pennelli, tele, diluenti, ecc..? Spesso i docenti acquistano con i propri soldi il materiale (smettette, vi scongiuro!), spesso si lavora con materiale di recupero, spesso si chiede alle famiglie.. Qualcuno protesta, qualcuno, realmente, non può. Qualcuno si rifiuta per principio. E ha ragione. Ha ragione!!
Sapete quanto guadagna, al netto, un docente in un’ora di attività aggiuntiva pagata dal Fondo d’Istituto? € 10,27 (sapete quanto costa al suddetto docente, in media, poter “fare” quell’ora se ha figli piccoli, non ha nonni disponibili e/o abita lontano?: € 07,00 l’ora per baby sitter a domicilio, oppure € 05,00 in un baby parking, più spese di trasporto. Fate un pò di conti).
Vogliamo finirla di far funzionare la scuola comunque e a qualunque costo DEI DOCENTI E DEL PERSONALE?
Vogliamo finirla con l’asservimento alle scuole private, laiche e “cattoliche” che sottopongono i giovani docenti ad un vero e proprio RICATTO: pochi (o niente) soldi in cambio dei contributi INPS e del punteggio, minaccia costante, ma elegantemente velata, di licenziamento se ci si assenta, a loro giudizio, troppo.
Vogliamo smetterla?
Vogliamo smetterla di iscriverci ai sindacati che non sanno, non vogliono, occuparsi di noi?
LA SCUOLA PUBBLICA E’ UN’AZIENDA? TRATTATELA COME UN’AZIENDA: ASSUMETE PERSONALE COMPETENTE E METTETELO IN CONDIZIONE DI IMPLEMENTARE QUESTE COMPETENZE NELLA SCUOLA. PAGATE ADEGUATAMENTE.
NON CI SONO SOLDI? NIENTE SCUOLA “DI QUALITA’ “: GLI INSEGNANTI NON DEVONO SFORZARSI DI FAR FUNZIONARE COMUNQUE TUTTO E BENE, DI FARE I MISSIONARI DI QUESTA SCUOLA TERZOMONDISTA E IN UN PAESE CHE SI CONSIDERA “EUROPEO” (date un’occhiata ai compensi dei nostri colleghi tedeschi, francesi,….).
NON MI RISULTA CHE SI CANTINO MESSE GRATIS.”
pocoprimadell’aurora
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