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    Memorie familiari -3


    Quando mio padre mi ha portato le fotocopie della tesi di suo zio, di Luigi ‘Gino’ Raimondi, oltre al suo libretto universitario e alla sua pagella del ‘Maurolico’, e che avevo in mano prima di andare a chiedere all’unica, diretta ’sopravvissuta’ di quel tempo, quando mio padre mi ha portato la sua tesi, io ho capito perchè, come mi aveva detto mio nonno, gli operai avevano portato a spalla, festeggiandolo, suo fratello. Lungamente mio nonno mi aveva parlato di suo fratello.
    Fino a quando lui non morì senza che nessuno abbia avuto la forza di dirmi che era morto chi portava il mio nome, seppelendolo senza la mia presenza, mio nonno non solo mi aveva parlato di suo fratello, nel silenzio più assurdo che c’è fra un nonno e suo nipote, ma, di più, mi aveva sempre chiesto, alla sua maniera, di me e della politica. Senza dire mai nulla o giudicare.
    Era come se avesse accesso ad un’altra dimensione dal presente, come se il presente lui riuscisse a leggere a partire da un luogo assolutamente inespugnabile.
    Quando mio padre mi ha portato le fotocopie di una vita finita, e di cui sapevo, la prima voglia, o forza, che ho avuto è stata quella di renderla comune con l’unica sopravvissuta.

    ***

    Bisognerebbe interrogare i sopravvissuti con più ‘gentilezza’ di quella che posso avere io.
    Solo che a me avevano già detto.

    ***

    Tra il ‘22 e il ‘24-’25 Luigi ‘Gino’ Raimondi aveva scelto di scrivere contro il fascismo. La ‘Sera’ era diventata la testata di opposizione al fascismo a Messina. Questo significava tre e quattro volte l’irruzione della polizia in tipografia, e che quello che faceva era condiviso da pochi, sempre di meno. La morte che è sopraggiunta, forse liberatrice per molti, per molte, non aveva fatto niente d’altro che segnare, con una linea definitiva, l’alterità al suo tempo, senza che lui lo volesse.

    La morte è strana: a volte, da un lato, segna una distanza e un’alterità definitiva, conosciuta e irreversibile rispetto il tempo che si abita, dall’altro è una tragedia per quelli che vivono semplicemente, senza urgenze, il tempo che attraversano.

    Tutta l’urgenza e tutta la necessità della parola pubblica che ha abitato Luigi ‘Gino’ Raimondi è passata in una maniera strana e traversa. A me.

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    scritto da millepiani
    il 3.03.2007

    Un commento a “Memorie familiari -3”


    1. Luigi scrive il 4.03.2007 alle 1:23 pm

      ciao a tutti e mille i piani!!!

      vorrei segnalare una nuova rivista,
      www.ilcrise.com

      letteratura, arte, cinema.. racconti, poesie di esordienti e non!!

      fateci una salto se vi va,
      ciao a tutti e tutte.

    Commenti