Niente da dire
Su Hitler non mi viene nulla da dire, così Karl Kraus apre “La notte di Valpurga”.
Figurarsi su Turigliatto.
Ci sono questi signori che si sono fatti nominare da una segreteria di partito per l’elezione al Senato. Hanno accettato e sono stati eletti senza essere stati votati da nemmeno un singolo cittadino. Hanno fatto finta di non sapere che nel mondo e in Italia c’erano, ci sono e ci saranno dei problemi. Hanno fatto finta di nulla.
Per esempio ci sono le guerre, più o meno “legittime” (rectius: “legittimate”) da questa o da quella parte in oriente.
Bene, questi signori che fanno le anime belle e che per mantenere il candore del proprio animo rivoluzionario sono disposti a far cadere il governo votato da molti milioni di persone che non sapevano nemmeno della loro esistenza, di una esistenza confinata dentro una lista scritta in una stanza fumosa di una segreteria tanto più sordida quanto più piccola, quanto più ristretta nella sua “ragione sociale”, questi signori non rappresentano nemmeno se stessi.
Il loro animo è sensibilissimo, ma non al punto da rifiutare di entrare in un parlamento nel quale ci si devono assumere delle responsabilità.
Io non ho una linea politica da difendere.
Difendo il mio olfatto e, come mi è già capitato di dire, non tollero più la puzza che si leva dai pannolini della cosiddetta sinistra radicale quando le viene il mal di pancia.
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