22.01.2007
Lia di Haramlik, Magdi Allam del Corriere: 7 domande
Poichè personalmente mi sono speso nello stigmatizzare il comportamento del giornalista del Corriere e ho espresso solidarietà a Lia di Haramlik, vorrei sintetizzare qui i punti focali che credo interessino tutti noi, indipendentemente dal merito della vicenda, che a questo punto non riguardano solo Lia di Haramlik, il suo ex-marito e l’uso che Magdi Allam ha fatto della vicenda, ma anche, ad esempio, Dacia Valent, che ha dato della situazione una versione radicalmente diversa da quella di Lia (anche se prima, nulla dicendo - forse, dal suo punto di vista, per amor di patria - la sua posizione era diversa).
Per quanto mi riguarda, le domande che mi sono posto sono state queste:
1) è stata divulgata una mail privata senza l’autorizzazione del mittente e del destinatario?
2) è autorizzata dalla legge italiana e dal codice deontologico la divulgazione a queste condizioni di un carteggio privato?
3) corrisponde ad interesse pubblico questa divulgazione?
4) ammesso che questo interesse pubblico fosse attestato dalla questione ‘poligamia’, attiene alla questione ‘poligamia’ il contenuto del carteggio pubblico divulgato?
5) rientra nei compiti dei giornalisti l’utilizzazione di carteggi privati per articoli che rientrano più nella sfera dell’editorialismo che in quella del giornalismo?
6) è corretta, costi quel che costi, l’utilizzazione di qualsiasi materiale - a spregio di qualsiasi garanzia che lo ’stato di diritto’ garantisce ai privati cittadini - per ribadire le proprie convinzioni ideologiche, morali, giuridiche o altro, da parte di giornalisti che dovrebbero informare invece che in-formare l’opinione pubblica?
7) l’utilizzazione che ha fatto Magdi Allam della mail in questione, è intesa a informare l’opinione pubblica del problema ‘poligamia’ o funzionale ad un attacco diretto contro una parte precisa delle comunità islamiche italiane e a dare di essa una certa, precisa immagine? cioè: si tratta di giornalismo o di politica?
In questo senso, e solo in questo senso, questa vicenda tocca l’interesse generale di tutti noi, me per primo in quanto giornalista.
Quale sia stato il percorso attraverso cui si è giunti alla pubblicazione di questa mail, se ci siano stati tentativi di pubblicizzare il nome del leader dell’UCOII prima che Allam lo schiaffasse in prima pagina del Corriere, se i comportamenti dei soggetti in questione siano stati scorretti nel privato e in cerca di riconoscimento in pubblico, quali siano le forme e i rapporti precedenti e successivi tra i soggetti coinvolti, insomma: tutto quello che sta venendo fuori, tirato per i capelli, sputato e sputtanato in pubblico, sussurrato per telefono o che ne so io, ecco, tutto questo non sposta di una virgola le questioni che questa vicenda ha posto e che ho cercato di sintetizzare in 7 domande.
Dove l’intreccio tra il privato e il pubblico si fa torbido e dubbioso, dove i rapporti personali e amicali si ribaltano, nel giro di qualche giorno, in feroci attacchi, ripudi - questi sì - e disconoscimenti, dove alla messa in questione di un problema di diritti si sostituisce una resa dei conti senza misura e maniera, dove al sospetto si risponde con l’accusa, dove, insomma, più difficile sembra ricostruire il vero - forse impossibile -, mi sembrava opportuno, almeno per me, riportare le questioni al nocciolo che, più che i pochi, interessano i molti, noi tutti.
Non so se questo serva, ma su queste 7 domande (queste sono le mie, ce ne saranno altre certamente) e sulla forza di porle e sulla forza di rispondere passa la grande differenza tra una ‘questione privata’ messa in pubblico su un blog e su un giornale - e che resta di assoluta ed esclusiva pertinenza degli interessati - e le domande pubbliche che tutti noi possiamo e dobbiamo farci, per ciò che ci riguarda collettivamente.
3 Commenti a “Lia di Haramlik, Magdi Allam del Corriere: 7 domande”

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Tralasciando la questione deontologica (che mi pare si commenti da sola).
Magdi Allam presenta gli stessi sintomi di identificazione con il suo ‘altro’ dei ‘convertiti’ alla Bondi o alla Ferrara o dei ‘negri da cortile’ come li chiamava Malcolm X. Patologia ben nota in campo psicanalitico. Detto questo, la sua è una posizione tutta politica, che di giornalistico non ha nulla; posizione che, evidentemente, è quella del Corsera in merito allo ‘scontro di civiltà’.
Pari dubbi mi restano sui post di Lia: rigurgiti del ‘privato è politico’? insopprimibile necessità di smascherare la condizione della donna in un matrimonio islamico? abile operazione di onanismo blogghistico?
In definitiva, trovo il tutto di una tristezza infinita ma del tutto consono al livello medio di quel che viene propinato da tv-giornali-blog-ecc.
caro hasp22
temo che la vicenda, nel suo precipitare verso il ‘nulla’, non sia ancora finita. Se come dici tu il tutto è consono al livello medio di quello che viene propinato, qui c’era in gioco la possibilità di mettere in difficoltà seria uno dei maggiori arieti del mainstream islamofobico. Si sono bruciati questa possibilità. Io la mia parte ho provato a farla - e ti assicuro non solo qui, ma in qualche sitarello di ‘pettegolezzo’ giornalistico.
Che ti posso dire? Peggio per loro…prima di risultare nuovamente credibili passerà un bel po’ di tempo…se basterà semplicemente solo un po’…
scrivevo allora: “temo che la vicenda, nel suo precipitare verso il ‘nulla’, non sia ancora finita. ” No, non è finita.
Da qui riprende: http://www.ilcircolo.net/lia/001224.php
continua: http://www.ilcircolo.net/lia/001225.php
e poi continua: http://www.ilcircolo.net/lia/001226.php
e poi continua: http://kelebek.splinder.com/1183278651
e poi continua : http://www.verbavalent.com/index.php?q=node/150
e poi continua: http://salamelik.blogspot.com/
e continuerà…..