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Aurelio Mancuso, Segretario nazionale Arcigay, abbandona i DS: la lettera »
Basel -3-: mancarsi, ritrovarsi
alla mia città svizzera
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Non so se mi mancherai, anche se mia hai mancato sempre. Ci siamo certo tenuti a distanza. E per una certa, reciproca diffidenza degli amori ‘costruiti a tavolino’, quelli semplici e perfetti, che tanto sembrano immediati e naturali da nascondere, in fondo, tutte le cose che non si dicono nemmeno a se stessi. Ci siamo detti tutto, e da subito, ed eravamo altro. Non che non mi amassi - ma ne ho vissuti di più forti ed intensi amori di città. Non che non mi amassi, offrendomi quel profilo borghese, quasi di provincia e silenzioso, discreto e senza sfarzo, ma esposta all’Europa; e quell’aperto che, forse, mai, nemmeno la città capitale dell’Europa - ma di quale? - e dei ‘parlamenti’, mi aveva dato ed avevo conosciuto.
Forse non ti ho amata, ma conosciuta a mio modo, posso dirlo. In quella vicina lontananza che mi faceva dire, sempre, arrivando nella tua stazione: ‘ecco, sono a casa, sono arrivato’. Ed era strano, perchè non me lo ero mai detto arrivando od abitando una delle città che ho conosciuto in questi anni. Mi faceva strano sentirmi pensare: “Ecco, sono a casa”, parlando di una città che mi sfuggiva e mi mancava, mi capiva senza che l’amassi, e che capivo, forse più di quanto possa dire.
Lo sai, mi mancava il popolo, e l’ho cercato. Lo hai lasciato e ti ha lasciata, nella separazione con Basel-Campagna, tu che sei Basel-Stadt: due mezzi cantoni, e lo si sente.
Sai anche quanto abbia potuto quasi odiare questa silenziosa lontananza che metti fra te e te, questa distanza sardonica, silenziosa, un po’ soffusa ed irridente, questo sguardo ironico con cui accompagni ciò che ti accade e che accade a chi ti abita. Forse per questo non ti ho amata mai, anche se sempre mi accoglievi senza dire o chiedere.
Vedi, il tono di questa stessa lettera vorrebbe imitarti, e renderti finalmente quello che mi hai dato.
Ma io non amo le mie città così, e le porto con me. E di te ho amato tutte le cose che tu sei, ma con un altra lingua, un altro tono ed una forza che tu hai riconosciuto e rispettato. Forse da questa forza, da questo intenso e, anche per me, silenzioso amore, dovrei poterti scrivere e dirti, finalmente, in quale luogo, davvero, ci incontriamo
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