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    Basel -2-; Nietzsche e Basel


    alla mia città svizzera

    ***

    Nietzsche odiava Basel. Con tutte le sue forze.
    A Basel, Nietzsche ha maturato ed espresso la sua vocazione filosofica. Il tempo non rende giustizia dell’odio che si può provare verso una città.
    L’odio verso una città è l’odio verso la propria vita. L’odio verso la vita che si vive in quella città.
    Non c’è una differenza possibile. Si odia una certa città perchè si odia una certa maniera di vivere, si odia la maniera di vivere che quella città ti ha permesso.
    Si odia una città perchè si odia - sino in fondo - la propria vita.

    Quest’odio si stempera col tempo. Come per Nietzsche che, avendo smesso di odiarsi quando ‘non era’, aveva anche smesso di odiare Basel.
    Senza dimenticare il disgusto ed il rifiuto della città di Basel, che era il disgusto ed il rifiuto di come aveva vissuto, in quel momento e, soprattutto, in quel luogo. Il disgusto per una città che gli aveva permesso di vivere - per Nietzsche - nella bugia, nella menzogna e nella falsità.

    Quest’odio si stempera col tempo. E, delle città che si odiano, non si traccia più nessun carattere o tratto.
    Poichè io vengo dopo Nietzsche, io penso diversamente, grazie a lui, la menzogna, la bugia e la falsità che alberga la mia vita. E, dunque, so pensare diversamente Basel. E lo faccio.

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    scritto da millepiani
    il 13.12.2006

    Un commento a “Basel -2-; Nietzsche e Basel”


    1. dunja scrive il 14.12.2006 alle 8:19 am

      odio la città in cui abito. le città che amo sono solo un riflesso di ciò che mi sarebbe piaciuto essere, di ciò che avrei voluto vivere. ma è veramente così? la dimensione lontana non è sempre migliore di quella vicina? la città che ho scelto, che mi ha scelto non mi appartiene, non è il riflesso di me, ma in fondo da questo odio, da questo negare inizia il mio essere, il mio cercar di “vivere”.

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