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23 gennaio 1945, Berlino, Furtwängler, Berliner Philarmoniker, Brahms: ‘a giudizio’, tutti a giudizio (work in progress) »
a proposito di un breve commento sulla consulenza filosofica
Questo il commento:
“Scusa, ma le tue riflessioni non sono chiare. Nella mia concezione la
consulenza filosofica non ritiene né di rileggere, né di distanziarsi
dalle forme della tradizione; ritiene solo di poter fare filosofia a
partire dai problemi quotidiani dei non filosofi, diversamente dalla
filosofia tradizionalmente intesa. Lo statuto della consulenza
filosofica è quello della filosofia, né più, né meno. E l’assenza di
citazioni dei classici è dovuta al fatto che o si citano tutti (almeno i
principali), oppure non si fa più “filosofia”, bensì “una” filosofia. E
questo andrebbe evitato, a livello di riflessione epistemologica.
Neri
Scritto da: Neri Pollastri at 02.11.06 12:20″
questo il testo:
La consulenza e l’esposizione della bio-grafia all’in-comune
Gent. Neri Pollastri,
la ringrazio, innanzitutto per la lettura che ha fatto dei due brani sul
mio blog. Non è un ringraziamento di maniera. So che non è facile
leggere, su uno schermo, di queste questioni, come credo lei sappia
quanto sia difficile scrivere di ‘filosofia’ nello spazio della rete.
Se ciò che ho scritto non è chiaro, come mi scrive e anche solo per lei,
è innanzitutto responsabilità mia. Vedrò, in questa mail, di essere più
chiaro.
Mi ha scritto: “Nella mia concezione la consulenza filosofica non
ritiene né di rileggere, né di distanziarsi dalle forme della
tradizione; ritiene solo di poter fare filosofia a partire dai problemi
quotidiani dei non filosofi, diversamente dalla filosofia
tradizionalmente intesa. Lo statuto della consulenza filosofica è quello
della filosofia, né più, né meno.”
Quello che provavo a mettere in questione, e che le righe che mi ha
scritto mi confermano, è una certa indistinzione tra
‘filosofia tradizionalmente intesa’ e ‘forme della tradizione’.
La prima, se capisco bene, sarebbe lo statuto universitario mondiale che
la filosofia ha ormai assunto, che non pensa più a partire dai ‘problemi
quotidiani dei non filosofi’; la seconda sarebbe la ‘tradizione
filosofica’.
È proprio a partire da questa distinzione, che non capisco, non lo
capisco minimamente, l’incrocio che si è costituito, in Italia, tra
università e consulenza filosofica, e che ho cercato di analizzare lo
scorso anno:
http://www.millepiani.net/archives/2005/09/20/master_in_consulenza_filosofica_a_pisa_e_a_venezia_1_una_decostruzione.html
http://www.millepiani.net/archives/2005/09/22/master_in_consulenza_filosofica_a_pisa_e_a_venezia_2_una_decostruzione_primi_elementi_di_riflessione_a.html
http://www.millepiani.net/archives/2005/09/22/master_in_consulenza_filosofica_a_pisa_e_a_venezia_2_una_decostruzione_primi_elementi_di_riflessione_b.html
http://www.millepiani.net/archives/2005/09/27/master_in_consulenza_filosofica_a_pisa_e_a_venezia_3_intermezzo_sui_nomi.html
http://www.millepiani.net/archives/2005/09/28/master_in_consulenza_filosofica_a_pisa_e_a_venezia_4_finale.html
Mi rendo conto che, in questi posts, i toni sono forti. Ma, altrettanto,
mi rendo della posta che la ‘consulenza filosofica’ ha gettato sul
tavolo. Quando scrivo di un vuoto assoluto su cui, in molti, hanno messo
la firma, indico quello spazio di ambiguità che quello che lei ha
scritto brevemente, mi rendo conto, non chiarisce.
Se lo statuto della consulenza filosofica si colloca come interno alle
pratiche della tradizione filosofica, addirittura coincide con la
filosofia, in che modo essa si distingue dalla ‘filosofia
tradizionalmente intesa’, che sarebbe quella invalsa in ambito
universitario’? Se la supporta, come se ne distingue? La ‘consulenza
filosofica’, attraverso i masters universitari di Pisa e Venezia, non ha
fatto che riconoscere alla ‘filosofia tradizionalmente intesa’ - nelle
sue parole, se capisco bene, l’Università - questa forza
d’appropriazione. A meno che lei non intenda altro con la definizione di
‘filosofia tradizionalmente intesa’. Ma allora , almeno per me, non è
chiaro cosa intenda. Anzi, se mi permette, non è chiaro per nulla.
Perchè ‘tradizionalmente intesa’, rispetto la tradizione che lei
rivendica’, almeno ai miei occhi, non significa nulla.
Lei rivendica, nel suo intervento a Venezia, una coincidenza della
consulenza filosofica con la filosofia. D’altro lato, la consulenza
filosofica nasce come recupero di una pratica filosofica che sarebbe
stata obliata. Da chi? Come? Dove?
Se lo statuto dell’interrogazione filosofica, la sua pratica, ha subito
una trasformazione radicale, è accaduto a partire da un’assunzione
totalizzante di questa interrogazione da parte dell’Università.
E questo è accaduto negli ultimi 60 anni.
Adesso abbiamo i ‘Masters in consulenza filosofica’.
Io assumo la corrispondenza che lei dichiara tra ‘consulenza
filosofica’ e ‘filosofia’. Ho letto molto attentamente il suo intervento
nel testo della Bruno Mondadori, anche solo perchè mi era sembrato
quello meno in linea con gli altri interventi. Ed anche quello che
Apogeo ha pubblicato. Questa corrispondenza che lei dichiara io la
assumo.
è proprio perchè l’assumo che mi sfuggono alcuni passaggi, che cerco di
riflettere sullo statuto della consulenza filosofica, che cerco di
misurare ambiguità e potenzialità.
Che cerco, davvero, di capire quale statuto vuole darsi questa pratica.
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