• RSS Feed unificato Millepiani Blog 1.0, Milleplateaux e Millepiani Rizomatici 2.0

  • Ultimi posts Millepiani Blog 1.0

  • « a proposito di un breve commento sulla consulenza filosofica
    Home
    Grass e l’anonimo. Qualche proposta di discussione »


    23 gennaio 1945, Berlino, Furtwängler, Berliner Philarmoniker, Brahms: ‘a giudizio’, tutti a giudizio (work in progress)


    L’ascolto è questo:
    .

    ‘ggente’ seria, mica come me, ha proposto l’ascolto a due gruppi: il primo non conosceva le condizione dell’esecuzione, il secondo sì. Entrambi i gruppi erano composti da ‘competenti’ in musica.
    In sintesi, queste le definizioni.

    I gruppo (non conosceva le condizioni e il luogo e la data dell’esecuzione): estasi, bellezza, sublime, grandioso.

    II gruppo (conosceva): sconvolgente, paralizzante, paradossale, agghiacciante, orrore, silenzio.

    In comune i due gruppi hanno definito l’ascolto: toccante, possente, commovente, drammatico.

    Prima nota: non c’è nessun tipo di caratterizzazione musicale dell’ascolto. Qualcosa significherà? Forse solo il termine ‘drammatico’ può rinviare ad una certa ‘rielaborazione musicale’ che fa il cervello nell’elaborazione dello ’stimolo uditivo-musicale’ (Sloboda, ‘La mente musicale’, Il Mulino). La musica, prima di qualsiasi cosa, nella percezione, è precisamente uno ’stimolo’, come la luce rossa degli sbavanti, affamati, famosi cani di Pavlov. Ma di un certo tipo, una stimolazione di tipo molto particolare. Nel passaggio ’stimolo-percezione-rielaborazione-verbalizzazione’ si colloca la specificità dello ’stimolo musicale’. Una ventina d’anni fa, in ‘Figli di un dio minore’, questa quadruplice croce musicale veniva messa in scena. È conosciuta, soprattutto a livello delle percussioni, la capacità percettivo-musicale dei non udenti. L’insegnante di piano di mia madre era praticamente sorda (anche se di una sordità acquisita a cinque anni).
    Nella quadruplice croce musicale si mostrano alcune tangenze impossibili per la pratica della pittura, della lettura, per l’amore stesso.
    Forse solo la scultura, nel senso del plasmare, in qualche maniera, riesce a tessere alcune tangenze che invece la musica possiede e che coinvolge anche l’ultimo di questi elementi, quello della ‘verbalizzazione’. E comunque, sono riflessioni che si collocano e si svilupperanno nell’alveo della cultura che il secolo passato ha portato ad esaurimento: Monsieur Computer modifica radicalmente anche questa ‘croce’. È però, come tutte le croci, una ‘croce a quattro braccia’. Solo, le tiene insieme tutt’e quattro.

    ****

    La quadruplice croce musicale trova il suo mercoledì delle ceneri nel passaggio alla ‘verbalizzazione’.
    Non è un caso che nessuna delle definizioni si esponga ad una qualificazione ‘musicalmente’ precisa.
    Sembra quasi che le definizioni siano state inventate a tavolino. Tanto si dividono tra l’ovvietà dell’ascolto non cosciente del contesto e quello cosciente.
    In nessun caso queste definizioni di questo ascolto attengono a quella ‘crux’ musicale che inchioda ogni ascolto di musica classica.

    ****

    Sostengo, da più tempo, che l’ascolto di musica classica attiene alla necrofilia. In qualche maniera, quale sia stato il contesto di questo ascolto, categorizzare in tale maniera, categorizzare così da parte di chi è musicalmente esperto, o attiene all’afasia, o attiene al livello dell’inconsapevolezza.

    Entrambe queste declinazioni rientrano all’interno di una necrofilia che, inconsapevolmente, portiamo avanti.
    Se fosse cosciente, sarebbe il prologo di una festa. La ‘festa di una fine’.
    Ma non lo è.

    Quello che scrivo, ovviamente, non si colloca all’interno della categoria del ‘giudizio’, ma, forse, con più tenerezza, all’interno di quello che potremmo definire ‘inconsapevolezza’.

    Che cos’è, per me, questo ascolto?
    È una frattura definitiva.
    Porre mente alle condizioni esterne di questa esecuzione significa fermarsi, concentrarsi, in quel passaggio che dall’ascolto transita verso la descrizione di ciò che si è ascoltato. Nello stesso tempo, queste condizioni, in questa registrazione, sono ‘inesplicabili’, rompono, cioè, l’ultimo passaggio della quadruplice croce musicale : ’stimolo-percezione-rielaborazione-verbalizzazione’.
    Che cosa posso dire di un grande direttore che esegue, a Berlino, nel gennaio del 1945, dirige Brahms, mentre, tutt’intorno è la distruzione?
    Posso dire alcune cose: è possibile eseguire qualsiasi compositore in qualsiasi situazione, salvo sue precise specificazioni. Posso dire: è possibile trovare un’orchestra che sia in grado di eseguire, in qualsiasi condizione, qualsiasi autore in qualsiasi condizione. Posso dire: la neutralità che la musica classica garantisce, ancora oggi permette ‘esecuzioni’ di questa natura.
    Certo, posso dire che la registrazione testimonia che, nel frattempo, sia possibile vivere. Così come mi sento di dire che, nel frattempo, nel frattempo di ogni guerra e ogni distruzione, nella scena della fine che incombe, è possibile, ancora, eseguire, dirigere ‘musica classica’.
    E che la ‘musica classica’ non ha, nella sua tradizione, nessun elemento di ribellione, di insubordinazione che le garantisca uno statuto inappropriabile di fronte la politica.
    Mentre, prima, questo statuto di inappropriabilità atteneva alla capicità di esecuzione, capacità tecnica, essa oggi attiene alla capacità di mobilizzazione, di utilizzazione di quasi qualsiasi orchestra e di molti direttori.

    Vomitare, oggi, su ogni esecuzione di musica classica è, in fondo, un gesto politico.

    E, nello stesso tempo, non posso non dire - poichè è quello che penso - che comprendo perfettamente la risposta di chi ha diretto questa registrazione.
    ‘È per me il senso, ed è il ‘per me’ di cui devo giustificare’.
    Leggendo Canetti, ‘Il gioco degli occhi’, si conosce un altro direttore d’orchestra, una S., che accompagna l’esito e la trasformazione di questo ruolo.
    Rinvio allo sguardo del mio unico maestro il giudizio, di cui, almeno io e lui, non abbiamo paura.

    ****

    (segue)

    Condividi: These icons link to social bookmarking sites where readers can share and discover new web pages.
    • Digg
    • del.icio.us
    • Technorati
    • Furl
    Tags interni a Millepiani 1.0: none

    scritto da millepiani
    il 3.11.2006

    Un commento a “23 gennaio 1945, Berlino, Furtwängler, Berliner Philarmoniker, Brahms: ‘a giudizio’, tutti a giudizio (work in progress)”


    1. andrea scrive il 5.11.2006 alle 12:29 pm

      Mi inserisco, anche sapendo, nel gruppo dei primi…
      saluti
      andrea

    Commenti