mercati
Dai nuovi archivi.
MERCATI
tu mi dici: schiacciala
quest’ ombra di nero che ci insegue forte e
ci perseguita, che capita improvvisa tornando
come da una cava vuota
dove nera
avevamo provato a togliere dal tavolo
a far sparire e cancellare
da dove avevo cominciato a vivere - in quella sponda senza mare
d’una terra d’acqua e pietre ferme -
non la vedevo
che tra noi saputa, non detta ed un segreto,
mi sembrava ferma, come le cose degli amanti che
si amano ad ogni confessione per l’errore, il dirsi a tu per tu le cose uniche
mi dici di schiacciarla e farla scomparire, senza amore,
e di sanare l’ombra -
dici le colpe mentre gridi, vendi quello che non sei
una volta, avevamo dei segreti
sono stato ieri ad un mercato, accanto a dove abito -
era finito e nessuno aveva voglia di gridare
tra i resti della giornata di lavoro,
da comprarsi a poco,
era caduto in terra il tavolo di un vecchio
vuoto e senza merce
lui se n’era andato
a seguir messa senza confessarsi o dire
che i suoi peccati - da muto - erano finiti
che i suoi peccati - per sempre -
urlavano da soli
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