24.12.2005
Un pensiero messo a nudo
L’esposizione, o ‘un pensiero messo a nudo’, è un’esperienza. Non serve, in nessun caso, ribadirne l’inutilità. Essa ne è compagna.
A breve ne è compagna.
Il ‘pensiero messo a nudo’, oder: Georges Bataille, non ’serve’. Appunto.
Mettere a nudo ‘l’esperienza del pensiero’ arriva prima che Jean-Luc Nancy. Perchè se è ‘corpo’, o ‘toccare’, come hanno detto, ‘l’esperienza del pensiero’, di questo ‘pensiero che si tocca’ - nel senso soggettivo e oggettivo - essa si dà ‘altra’.
Costituisce un ‘tornante’ della ‘filosofia’ dell’Occidente.
L’esposizione, o ‘il pensiero che si sveste come una “fille se derobe” ‘, questa esperienza porta un nome.
Prima del nome ‘Jean-Luc Nancy’. Questo nome è Georges Bataille.
Che, prima del ‘toccare’, ciò che attiene al mio ‘maestro’, prima del ‘toccare’, fa ‘questione’ dell’esporsi.
E del ‘ritrarsi’.
E fa questione, esattamente, dell’impurità.
L’esposizione - cioè: l’impurità - è, per Bataille, ‘la’ questione.
E fa specie che non si capisca o si scambi per ‘decoro’.
Un ‘pensiero messo a nudo’ - cioè: quest’esperienza - perché ‘altrimenti’ non si dà - è il ‘luogo’, per me, della filosofia.
L’esposizione, e questa ‘nudità’, e, dopo, questo ‘toccare’, è un’esperienza certamente ‘oscena’.
Nel senso, esatto e filologico, dell’esposizione.
Non si darebbe alcun ‘toccare’ senza questa ‘esposizione’ di questo ‘corpus’ che è, nella maniera più esatta e gnostica, il ‘corpo della filosofia’.
E siamo già al di là.
Ma è, in fondo, dell’impurità che volevo dire. E di Bataille.
Dove il ‘mio maestro’ ha fatto, finalmente, spazio e ha ‘decostruito’ il luogo ‘nudo’ di questa ‘esposizione’, mai, mai una volta gli si è posta, davvero, ‘la questione’.
Dove Blanchot diceva della ‘morte’, noi la chiamiamo ‘la politica’.
Un commento a “Un pensiero messo a nudo”

secondo me ci sono troppe virgolette.
forse l’ultima spiaggia della filosofia è il nudismo, e per andare oltre bisogna tuffarsi nel mare, senza il costume.