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    Distruzione della politica


    A chi, come me, assista ai fatti del presente da una distanza emotiva che definisce ‘esilio’, la natura del processo davanti cui è posto si qualifica come una ‘metabolè’. Uno o più mostri stanno intaccando il terreno pubblico e civile. Quello che in me riscopro come la dotazione del cittadino, è ciò che più rapidamente e inesorabilmente viene ingoiato.
    Non essendo un politico nè un ottimista, non so e non riesco a cogliere il processo che si sostituisce a questo. In una parola, ho deposto il piffero magico dell’analisi politica o di struttura e mi presento totalmente solo. Soltanto, mi premeva dire che la nostalgia della politica, l’impotenza e il disgusto attuale mi rendono, da un lato, incapace di qualsiasi gesto e, paradossalmente, disposto a tutto.

    So che potrà sembrare anche banale, ma la mia impressione è che dove si distrugge la politica, essa diventerà, ancora una volta, politica della distruzione.

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    scritto da renzo
    il 30.09.2005

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