Necessità degli eteronimi
Se si assume che la struttura fondamentale della filosofia contemporanea continentale risieda nel dispositivo ermeneutico inaugurato da Heidegger, la conseguenza estrema che bisognerebbe tirare in punta di ‘diritto’è quella di dare voce agli eteronimi anche in ambito filosofico.
Come sanno ormai anche le pietre, l’unico ad aver ‘osato’ qualcosa del genere è un poeta ‘rinchiuso in un baule’, di cui ormai si sa anche la lunghezza delle unghie.
Non è un caso che l’abbia fatto un poeta.
Non è un caso che l’ermeneutica, tra tutte le discipline filosofiche, sia tra le più ‘rigorose’, o, per dirla meglio, tra le più violente a definire ‘i suoi statuti’.
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