Cardini
Posto una riscrittura di una famosa poesia di Mario Luzi. L’ho scritta tanto tempo fa. Ma mi sono sorpreso a rileggerla.
A Luzi con umiltà profonda.
i cardini da cui la vita pende
incerta e santa
o rabberciata muore
per la sua fredda bile
e gli altri
da cui pace strappata-ferma
tracima Male e urla
e quelli ancora
che verso non ne sanno
tali a barche
e gusci
e gondole
o neanche
tutti i cardini
tutti volontariamente
in un’antica
ed impotente
ingiusta verità
si tengono
nei loro vortici
si spingono
nei loro abissi portano
i loro mostruosi tarli
tutti verso il nulla
o il vagare sillabato
tutti
in rapide parole
o altrove nel vago silenzio
o nei mercati
si aprono al certo
della loro frase
che tra terra e cielo spira
e sorgerà…
oh prendimi dalle labbra tese
non lasciarmi
alla mia stanca sazietà
patito questo salmo
da lei all’origine del tempo?
incerto, nullo il ritenere,
senza storia. Sofferente
lo strappo. Patito il vuoto suo cadere.
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