Archivio del mese 03.2005
Filosofia accademica contro l’accademia. Oder, ou, o: dell’indecenza
21.03.2005L’assessore di Cesano Maderno…Cacciari…..indecenza della filosofia….politica…Botta…amici….poi mi ricordo quando…a differenza…tradizione….e tutta l’accademia che gridava…oppressi..la tradizione degli oppressi…ti ricordi quando alla provincia…e però, in qualche modle, le brig….ma se tu non sai..ma…pagheranno e poi…no …non facile…un’indecenza….il concorso…pure a chiedere….. quello che dicevano….forse…una memoria…indecenza dello stauto che riv…..filosofia….sputo….uno sputo, uno sputo…ci hanno creduto e io non glielo […]
Ogni volta
18.03.2005ogni volta
che leggo ciò che avete scritto
le vostre verità e la vostra misura
ogni volta che vi ricordo intatti
quando non facevate il caffè
se non per me, per noi
o ridevate di voi, di noi
ogni volta che capitate
per caso
tra i piedi di quello che scrivo
perchè, comunque, io mi ricordo
ogni volta, tutte le volte
siete, oggi, ogni volta, gli stessi […]
Russia
18.03.2005Quando penso alla Russia, oggi, ora. io piango.
Per la forza che ho lasciato.
io e Beckett
18.03.2005“Non ti consiglio di citare Beckett per avvalorare le tue tesi sul pubblico e il privato: guarderebbe come si guarda un ramarro spiaccicato sull’asfalto. Sei la negazione VIVENTE di Beckett….”
Diciamo che la cosa più importante è che qualcuno mi abbia dato del VIVENTE. senza che io l’abbia mai chiesto…
Scrivere, ora
18.03.2005Scrivere è una responsabilità.
Quando si scrive, la responsabilità che ci si assume va, sempre, oltre le dichiarazioni di amicizia. Così come questa reponsabilità va, altrettanto, oltre qualsiasi inimicizia dichiarata. Ogni dichiarazione, ogni ‘dichiarazione pubblica’, evita, per statuto, la melma dell’amicizia nella scrittura. La merda dell’inimicizia.
Amicizia ed inimicizia sono, tra tutti, i maggiori nemici della scrittura. […]
Diario moscovita: Mosca-Russia
16.03.2005Nessuno ha chiesto nulla. Nessuno chiede più nulla.
Da domani ti chiederò io.
Russia, amore mio.
Scrivere
16.03.2005In fondo, stiamo passando dalla morte dell’autore a quella del lettore.
Solo qui si apre lo spazio per ‘un’altra’ scrittura.
Senza titolo
16.03.2005Se io potessi - A Pierpaolo Pasolini
15.03.2005Scritto il 10 maggio 2004.
Se io potessi, ogni giorno, scrivere con la violenza con cui Pasolini ha scritto; se io potessi, con la forza della mia scrittura e della mia parola, chiedere un giudizio, un processo; se io potessi chiamare sul banco degli imputati i colpevoli che ci hanno trascinato con loro, che ci hanno […]
“Tout, sauf le nom”
10.03.2005Le scritture sono più importanti dei nomi. I nomi, rispetto le scritture, arrivano in ritardo. Non sputo sui nomi. Ne rido.
