Gaber e il Presidente
Carlo Azeglio Ciampi sulla morte di Gaber: “Partecipo al dolore per la scomparsa di Giorgio Gaber. Per quarant’anni ha saputo intrecciare arte e vita italiana dando dignità letteraria e teatrale alla lingua parlata. Con uno stile originale, discreto ed elegante, ha portato sulle scene una satira raffinata e costruttiva delle speranze e delle ansie degli italiani. Con questi sentimenti rivolgo a lei e a tutti i familiari le espressioni del mio partecipe cordoglio”.
da “Io, se fossi Dio”
G. Gaber (1980)
” […] E a te ragazza
che mi dici che non è vero
che il piccolo borghese
è solo un po’ coglione,
che quell’ uomo è proprio un delinquente,
un mascalzone, un porco in tutti i sensi, una canaglia
e che ha tentato pure di violentare sua figlia!
Io come Dio inventato,
come Dio fittizio,
prendo coraggio
e sparo il mio giudizio e dico:
“Speriamo che a tuo padre
gli sparino nel culo cara figlia!”.
Così per i giornali diventa
un bravo padre di famiglia. […]
E se al mio Dio che ancora si accalora,
gli fa rabbia chi spara,
gli fa anche rabbia il fatto
che un politico qualunque
se gli ha sparato un brigatista,
diventa l’unico statista.
Io se fossi Dio,
quel Dio di cui ho bisogno come di un miraggio,
c’avrei ancora il coraggio di continuare a dire
che Aldo Moro insieme a tutta la Democrazia Cristiana
è il responsabile maggiore di vent’anni di cancrena italiana.
Io se fossi Dio,
un Dio incosciente enormemente saggio,
avrei anche il coraggio di andare dritto in galera,
ma vorrei dire che Aldo Moro resta ancora
quella faccia che era! […]”.
G. Gaber (1980)
“Con uno stile originale, discreto ed elegante…” .
(C.A. Ciampi)
Lo stile che il potere inventa e ama, da morti….
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