Caso Battisti: della forza e della debolezza dello Stato
Chi si batte contro l’estradizione in Italia di Cesare Battisti non si batte contro la verità. Nè si batte contro lo Stato. Ma, proprio a partire dalla forza che riconosce allo Stato, chiede non un gesto di clemenza, ma di verità. La verità degli anni detti di ‘piombo’ non sta più, oggi, nella semplice condanna. Noi tutti condanniamo. Ma cosa condanniamo? Chi e cosa condanniamo invocando una, cento, mille estradizioni? Noi condanniamo lo Stato alla vendetta, condanniamo l’opinione pubblica all’accanimento, condanniamo i responsabili di delitti - politici - al loro passato. Noi condanniamo la storia italiana al suo passato, la condanniamo ai suoi rimossi, credendo che ogni condanna sia risposta e chiarimento di quegli intrecci, profondi, che in quegli anni hanno coinvolto lo Stato e le forze di sovversione di un ordine costituito. Quando noi, oggi, gridiamo vendetta, noi, oggi, rendiamo lo Stato non solo più debole nella sua vittoria, ma profondamente più complice di quanto sia stato già allora. Se c’è una verità nel ‘caso Moro’, questa verità è una: il processo, la condanna e l’esecuzione da parte di un ‘tribunale del popolo’ assomiglia paurosamente, nel suo gesto di vendetta, alla vendetta che, a distanza di tanti anni, questo Stato continua ad infliggere, cercare ed imporre ai protagonisti di quegl’anni. Se c’è forza in uno Stato - ed io non gliene riconosco nessuna se non questa - questa forza è è chiudere una pagina di storia. Una volta, quando Togliatti era guardasigilli, si firmò, egli firmò quello che oggi i libri chiamano ‘gesto di pacificazione’. Era l’amnistia per i reati compiuti dai gerarchi e dalle forze fasciste. Noi non si chiede un gesto di pacificazione. Si chiede il rispetto delle regole processuali, l’abbandono dei teoremi persecutori. Quelle regole che sono state violate, in maniera infame, nel giudizio su Battisti. Come nel giudizio di molti altri, di molte altre. Noi non si chiede, oggi, quello che, in 25 anni, nessun governo è riuscito a fare. Noi chiediamo, con forza, per amore di verità e per coscienza storica, solo una cosa: la fine di ogni vendetta, il riposo dei morti. Sarebbe tempo.
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