4.06.2010
Frammenti di scoli di musica contemporanei
Michael Nyman – Prospero’s Magic from Prospero’s Books
"Andare oltre i margini dell’inquadratura e la schiavitù dell’obiettivo. Parafrasando Picasso, filmare ciò che si pensa e non ciò si vede." P. Greenaway. L’ultimo prodotto di uno stanco minimalismo, assurdo e autoreferenziale, che aveva prodotto minimali scosse, prima di essere riassorbito da dove era venuto.Prospero’s Magic from Prospero’s Books: "Greenaway supplied Prospero with 24 books in his exile, contrary to Shakespeare, who tells us it was just one book. In his film he changed the sequence and placing from his script, lost The Book of Languages, and divided Thirty-Six Plays in Thirty-Five Plays and The Tempest." Una sciocchezza.
Nyman bisognerebbe ascoltarlo sempre per capire le buffonerie di un Allevi e le delicatezze altre e modeste di un Einaudi.
Giovanni Allevi – Prendimi – Evolution
Le buffonerie di Allevi, al cui confronto Nyman è Mozart.
Ludovico Einaudi – Divenire
E, per finire, uno che non mi piace per nulla. Ma, per lo meno, si è incuneato in quello spazo lasciato aperto tra l’ossessività ripetitiva del minimalismo nymaniano – e non reichiano – e una certa neomelody-transambient molto di moda nei salotti buoni della worldmusic borghese finanziario-parassitaria, à la page comme à la mode, comme à la guerre…à la guerre comme à la guerre…
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