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    3.06.2010

    Su Roberto Saviano e ‘Gomorra’.


    Adesso che anche Dal Lago lo scrive motivandolo, si può ripetere senza subire insulti che il valore di Gomorra e il ruolo di Saviano come scrittore sono stati per lo meno sopravvalutati? Si può ripetere che le illogicità, le forzature stilistiche, le metafore inutili e contraddittorie, la retorica scritturale e narrativa sono, semplicemente, gli elementi attraverso cui giudicare un libro? Si può riaffermare che la figura dell’eroe/scrittore solitario serve a creare martiri e non impegno politico? In una parola, se ne può discutere senza che questo venga giudicato collateralismo camorristico? p.s. e se ne può discutere riaffermando che, di fronte qualsiasi minaccia, la libertà e la vita dello scrittore deve essere comunque difesa, indipendentemente dalle sue qualità di scrittore?

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    scritto da millepiani
    il 3.06.2010
    come Al di la' del commentabile, una critica, una recensione
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