30.03.2010
Mosca, amore mio
Mosca è un luogo senza fine. Lo spazio che apre in un piccolo luogo è, in fondo, senza misura. Mosca non si lascia mai per questa intensità del piccolo e degli sguardi . Mosca ha spazi intimi e sguardi immensi dove ci si perde. In entrambi. Ma Mosca ha, innanzitutto, il suo popolo che, venendo da ’tutte le parti dell’Impero’, è moscovita per vocazione, scelta o necessità. Il popolo che fa vivere questa città traversa la metropolitana.
Questo popolo non è solo russo, ma ha, dei russi, un’intensità nell’attraversare la metropolitana che lo porta a lavorare, ad attraversare la metropolitana di Mosca con piglio durissimo e fisicamente impegnativo.La metropolitana di Mosca non è la metropolitana di Pietroburgo.
Il popolo che l’attraversa non è il popolo che attraversa la metropolitana di Pietroburgo.
Le milioni di persone che attraversano la metropolitana di Mosca ogni giorni vengono dalle sconfinate periferie moscovite come dalle più lontane province dell’Impero.
Appena due ore prima dall’attentato del 2004 transitavo, come molti moscoviti (non l’avevo mai detto), dal luogo dell’attentato.
Era prima di Beslan. Appena prima. Appena prima dei bimbi che festeggiavano l’inizio anno scolostico.
Quando fu di Beslan, io l’ho saputo mentre guardavo una di queste feste d’inizio anno, che sono una delle cose più tenere a cui la mia vita mi ha dato fortuna di assistere.
Adesso, di nuovo, nella metropolitana: nel cuore di quella città.
Il potere è responsabile. In Russia il potere non ha misura.
Mi manca. Molto. Mi mancano loro, soprattutto.
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