13.08.2005
Apici [5] – Come un omaggio a Thomas Bernhard – Un’aggiunta, un finale
[...] L’avevamo poi raccolto, dopo che tutto era passato, nella sua piccola urna. Come ci aveva chiesto in quella lettera. Eravamo, ancora, completamente tramortiti dopo quello che era successo, e non riuscivamo, in nessuna maniera, a ricordare da quando tutto questo era cominciato. Avevamo anche provato a raccontarci tutta la storia, dall’inizio. Ma tutto sembrava, ci sembrava assolutamente incomprensibile. Il ‘nostro’ libro era stato sequestrato, senza che noi avessimo mosso un dito. ‘Lui’ era morto. Anche senza aver fatto nulla, sapevamo misurare perfettamente come fossimo responsabili di quella morte. ‘Lui’ aveva deciso di morire come ci avevano detto. E come avevamo letto sui giornali. Dopo, dopo la ‘sua’ morte, non riuscimmo a vederci più. Non era la prima volta.
Quando ci incotravamo per stada, una volta io, una volta lui, cambiavamo direzione.
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