28.07.2005
Differenze – come un preludio ‘assembleare’
a Gianfranco
come un dialogo
j.e p.
In linea generale, non esiste ‘salvezza’ in nessuna ‘assemblea’.
L’assemblea non discute, se non raramente, della propria salvezza. Nè della salvezza di alcuno o di alcunchè.
L’assemblea sovrana, nella sua assoluta sovranità, sembra un tautologismo ma non lo è, discute, sempre, del ‘futuro’.
Il suo.
Mai della ‘salvezza’.
L’assemblea, o ‘pone le basi del suo futuro’, o non è.
Questo termine – assemblea -, in ogni senso, richiama sempre, e rinvia ad un’esperienza ‘politica’.
Non c’è nessuno che non abbia ‘assistito’ ad un’assemblea.
Anche questo può sembrare banale, ma non lo è.
Perchè assistere ad un’ ‘assemblea’ è ‘partecipare’ a quell’assemblea.
E questo è un altro punto aporetico.
Un punto che attiene, esattamente, alla statuto ‘assembleare’.
O meglio: questo è il punto che mette in questione i due termini.
‘Assemblea’ e ‘sovrana’.
L’assemblea è SEMPRE sovrana, di se stessa.
Lo è SEMPRE.
Ma in nessuna maniera questo le garantisce una ‘sovranità’ che vada ‘oltre’ il suo ‘presentarsi’.
Al contrario, il più grande nemico dell’ ‘assemblea’, e la sua più grande forza, risiede nel ‘non pretendere nulla’ se non se stessa, per sempre.
L’idea stessa di ‘sovranità” classica è totalmente ‘estranea’ all’assemblea.
Nel senso che essa non punta a nessuna ‘continuità’. Se non quella della messa in questione di ogni continuità.
Direi così: mentre la sovranità è il canone, l’assemblea è ‘ciò che si vorrebbe canone’.
Sapendo che ciò sarebbe la sua fine.
Essa dunque, per essere ‘sovrana’, dovrebbe, appunto, ‘decidere’ sullo ‘stato di eccezione’, essendo, al contempo, lo stato di eccezione stesso.
Ma essendo, di per sè, la contestazione stessa di ogni ‘decisione’, dovendo essere chi determina dove finisce lo ‘stato di eccezione’ e dove comincia la ‘dittatura’, la nuova ‘sovranità’, la ‘scelta’, essa NON PUò DECIDERE SU NIENTE se non su ciò che può ‘determinare’, senza costituire sovranità.
Tutto il novecento ‘assembleare’ è questa lotta e questa sconfitta. Ed è la mia, quella che io con-divido di più.
Nello stesso tempo, c’è un luogo in cui l’assemblea sovrana ‘decide’. Non solo di se stessa. Ma ‘decide’ di ‘tagliare’ con la sovranità stessa.
segue e ritorna
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