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    25.07.2005

    Il vantaggio dei morti


    I morti corrono. Ma non c’è una sola morte come non si dà una sola vita. Ogni morte, cioè, deve intraprendere un suo percorso, dove essa accade e si radica, oppure si impone una volta per tutte senza bussare. Non tutte le morti sono uguali, proprio perchè il ritrovarsi ad un appuntamento presuppone che ognuno ha fatto la sua strada, le sue incombenze, gli eventuali impedimenti.
    Il vantaggio dei già morti ha a che vedere con la lungimiranza, con una a dire il vero poco tollerabile asciuttezza e presunzione dello sguardo, cioè.
    Ai fantasmi si rimprovera la maggiore conoscenza, la frequentazione con quello che abbiamo smesso di dire e di cercare. Non è il biancore del lenzuolo, ma una oscurità piena, ciò che più temiamo.

    Cerca di capirmi. Mi sono ritrovato in uno stallo infinitamente più forte di me. Mi accorsi, fu un momento, che tutte le ‘nostre’ parole, si erano in me rinsecchite come gli olivi di una spiaggia a me cara, che ogni anno perde un paio di metri, mentre di sotto, la mano rude e salata del mare aggredisce alberi centenari.

    Giochiamo a nascondino, facciamo gare. Io sono soltanto un passo avanti e mille indietro al tempo stesso. In realtà, sono solo senza bussola e il percorso, e questo è il mio privilegio, lo faccio ad occhi chiusi, inventando e imbrogliando, dandomi alla macchia, scomparendo e riapparendo.

    Il vantaggio, un giorno, si ridurrà. Ed all’improvviso. Ricordati, è un momento importante. Come fece Fernando Pessoa, e come farò anche io, ricordati di chiedere i tuoi occhiali. Per vedere la morte in faccia.

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    scritto da renzo
    il 25.07.2005
    come un post del nipote dello zio
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