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    20.06.2005

    Jean-Paul Sartre, o: essere giusti sulla forza della filosofia


    Anche se domani sono cento anni che Sartre è nato, la forza della sua parola, la giustizia della sua scrittura e l’intensità della sua presenza non è venuta e non viene meno. Ciò che resta di Sartre è la sua scrittura, fuori dai suoi ruoli. Sartre è uno dei più grandi scrittori del secolo passato. Tutta la sua opera dovrebbe essere letta a partire dalle ‘voci’ delle sue opere teatrali e dei suoi romanzi. Ma Sartre non è un autore che sia possibile mutilare. Sartre non solo ‘rappresenta’, ma costituisce la forza della scrittura. In ogni senso.
    Del secolo passato. Cioè: una delle forze della nostra eredità.

    In questa scrittura, più che in ogni altra, si mostra, ancora oggi, la forza, la forza della ‘filosofia’ – cioè: la forza dell’interrogazione del proprio luogo come luogo della ‘rivolta in-comune’- come mai, dopo Marx, questa forza è riuscita ad essere evidente.
    Essere giusti con Sartre è essere giusti con la filosofia come domanda, come forza. Essere giusti con Sartre è essere giusti con la filosofia come contestazione, rifiuto, rigetto del potere. E della sua logica. È riconoscere ciò che della scrittura non può essere piegato alla logica del potere. Ciò che ad esso sempre si ribella.
    Sartre nomina, ancora oggi, questo luogo. La sua scrittura – in tutte le sue forme – espone, senza pudore e senza paura, la necessità di testimoniare questo luogo di rifiuto. La necessità di persistenza, di resistenza. L’urgenza di questa forza, di questa solitudine, di questa testimonianza. Di questa verità. Ancora una volta: in-comune.

    Non ho mai scritto una sola sillaba su Sartre. Pur avendo letto tutto.
    E, nello stesso tempo, non potrei scrivere nulla senza la sua scrittura, come senza la scrittura di Georges Bataille.

    Chi fugge da questa forza, dalla scrittura di Sartre, sfugge una parte dell’eredità del suo secolo, il secolo da cui, salvo Deleuze, tutti continuiamo a scrivere. Chi fugge dalla scrittura, da ogni scrittura di Sartre, sfugge al suo luogo, o lo dimentica. Lo vuole.

    Essere giusti con Sartre è essere giusti con la filosofia, con la scrittura.
    Essere giusti con Sartre è essere giusti con il secolo che abbiamo abitato.

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    scritto da millepiani
    il 20.06.2005
    come un amore per la filosofia
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