31.05.2005
Nessun compromesso: chiamateci per nome, con qualsiasi nome
Nessun compromesso: chiamateci per nome, con qualsiasi nome
Abbiamo scritto chiaramente in questo blog, senza essere gruppo ed ognuno come sa, quello che pensiamo sulla responsabilità, sulla scrittura e la parola pubblica.
Lo abbiamo fatto, davvero, con la più grande urgenza rispetto la responsabilità pubblica di ogni scrittura, compresa quella in rete.
Sempre come ognuno di noi, individualmente, ha saputo farlo.
Lo si è fatto ognuno come sa fare, e separatamente. Cioè: sentendo ognuno, individualmente, questa urgenza di un’assunzione di responsabilità di fronte un’accusa: il nick è una fuga, lo strumento per scrivere senza ‘firmare’, il giardino degli infanti che si divertono a rompere i giocattolini senza mettere granelli di sabbia nella ‘machina editorial-macchinica’ dove saremmo stritolati.
Vorrei dirlo sussurrando. Ma vorrei dirlo, davvero, chiaramente, ma sussurrando: i congiurati non hanno nome, ma solo nomi di battaglia e sussurrano.
Vorrei dire, sussurrando, che è uno scandalo che non si comprenda la forza della scrittura che si è espressa e si esprime con il suo nome di battaglia, vorrei dire che questa scrittura non ha, oggi, una misura possibile, nè in ambito giornalistico nè in ambito accademico.
Al contrario, la sua timidezza permette a molti di ironizzare su questa forza.
Vorrei anche dire che questa forza non ha nessun equivalente nel mondo – infame – dell’editoria: filosofica, letteraria, gironalistica, radio-televisiva, di rete.
Questo nome di battaglia non è la fuga dalla responsabilità di rifiuto del potere, ma l’assunzione radicale di una responsailità.
In qualsiasi momento, ove si voglia, lo si può verificare.
Lo si può verificare chiamandoci per ‘nome’, per ‘nick’.
Per me: in qualsiasi momento, quando uno qualsiasi/una qualsiasi mi chiami a dire TUTTI I NOMI, nome e cognome, dei BARONI che hanno devastato le facoltà di filosofia in Italia negli ultimi 25 anni, io sono pronto a prendere un treno qualsiasi, senza alcun ‘rimborso spese’, per spiegare, raccontare ed imputare le responsabilità.
Io sono pronto a rivendicare i miei tre mesi di occupazione dell’Università di Pisa, nel 1990.
Sono pronto a spiegare, a dimostrare come avevamo ragione. Come avevamo ragione noi. Come quell’occupazione, allora, aveva capito quello che i vostri ‘nomi’, dichiarati, scritti sulle copertine dei vostri libri, erano la vostra ipocrisia.
Di fronte questi nomi, fisicamente di fronte loro, chiamatemi per nome: ‘millepiani’.
Io scrivo con il mio ‘nick’ di battaglia.
Io l’ho scelto.
E, insieme, io mi firmo con il mio nome.
Qual è il problema?
Non c’è nessuna restaurazione.
C’è la forza di chi si firma e si espone, con qualsiasi nome, ED È PRONTO A PRENDERE PAROLA, di fronte chiunque.
Chiamateci per nome. Chiamateci con qualsiasi nome.
Scegliete ‘voi’.
Noi saremo lì.
A ricordarvi che i ‘bambini’ siete voi.
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