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21.05.2005
Aministia: pensare oltre Sofri
Atemkristall interviene di nuovo sulla questione dell’amnistia.
Prego d’ora in poi di guardare chi scrive. Non sono più solo sul blog, e ne sono contento.
“Su Sofri devo essere molto duro, e non per prevenzione verso la persona.
Sofri ha avuto ben otto giudizi quando molti, troppi detenuti spesso ne hanno uno.
Sofri è un condannato e per questo non può lamentare un difetto di garanzie nei suoi confronti.
La questione ‘Sofri’ è da intendere solo così: Sofri deve subire la punizione
carceraria?
Se devo leggere i codici rispondo: indubbiamente sì. Se invece devo considerare
la presunta funzione rieducativa del carcere rispondo allora no, e chiedo con te che deve essere liberato. Perchè la ‘rieducazione’ , nozione sicuramente più avanzata della nozione di ‘retribuzione’ , ma tuttavia nozione inquietante, non compete Sofri.
Ma lo puoi dire, lo possiamo dire, perchè a Sofri è garantita un’esposizione
mediatica dai suoi amici (compreso te) che non è garantita a decine di migliaia
di uomini e donne?
Che ne è del detenuto ignoto di cui nessuno parla? la cui unica colpa è di non aver ammazzato per motivi ideali, ma per motivi biechi, e tuttavia ha maturato nel suo foro interiore una reale autocritica del suo gesto?
Chi chiede la liberazione per lui?
Apprezzo Sofri quando racconta le storie di vita carceraria. Apprezzo il suo rifiuto di chiedere la grazia.
Ma l’apprezzerei di più se legasse la sua grazia a un’amnistia generale.”
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