21.04.2005
Senza farlo capire
a S. e a Carmelo
per la forza della nostra memoria
In un giorno di questa falsa primavera
abbiamo deciso di togliere, una ad una,
le tegole delle nostre case in comune.
Erano vuote da tempo-
e fredde, tra gli sterpi padroni di casa,
accoglievano, solo di notte, i resti degli stanchi
animali che avevamo scacciato.
Non eravamo partiti d’un coup.
Non avevamo deciso.
Avevamo, in silenzio, cominciato a crederci ‘altro’.
Senza farlo capire, loro tornavano a vivere
ciò che eravamo, a vederci e chiamarci,
a cercare agitati, a gridare,
sotto quei tetti, la loro memoria.
Era dagli angoli delle nuove case
che avevamo deciso. Solo dopo.
Per essere in pace.
Senza farlo capire, anche noi,
tutte le notti, sino alla fine,
ci siamo trovati, in silenzio,
per dirci che non era possibile, che era l’ora di smetterla.
Nei marciapiedi, negli angoli, tra i resti,
adesso si cerca, noi insieme a loro,
quel che rimane di ciò che abbiamo distrutto.
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