5.04.2005
Diario moscovita (di ritorno -1-)
Mosca non si lascia. Mai.
Essa si rappresenta come luogo e come forza. Tutto é, dopo Mosca, insieme, vicinissimo e lontanissimo. Tutto si presenta, tutto é come una forza lontana.
Mosca rappresenta, insieme, la tua forza e la forza che non hai, che non conosci.
Essa non é, in nulla, la Russia o San Pietroburgo.
Mosca é qualcosa di altro.
Di Mosca, oggi, riesco a dire che la sua forza, la forza del suo popolo, non trova luogo. Non ha luogo.
Ma é una forza – senza misura – che mi manca. Immensamente.
Di cui l’Europa manca. Di cui ha bisogno.
(segue)
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