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  • Archivio del mese 03.2005

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    Sul comunismo (2)

    30.03.2005

    Il termine ‘comunismo’, in se stesso, non reinvia a nulla. Questo termine, che per decenni è stato lo spettro di ¾ del mondo, questo termine, oggi, non ha corpo. Esattamente come attiene ad ogni spettro. Dire, pronunziare questo termine, oggi, significa nominare un’assenza e un’impossibilità. Solo grazie a questa impossibilità e a questa assenza, questo [...]

    Sul comunismo (1)

    29.03.2005

    Il comunismo è una promessa di tradimento. Nel suo stesso dirsi, quello che si preannuncia è già tradito. Il senso che il termine ‘comunismo’ richiama, la vita stessa di questo termine, porta con sè un’impossibilità. Il ‘comunismo’, di per sè, non esiste. La vocazione profonda di questa promessa, della promessa della comunità, questa promessa, nella [...]

    Salvezza che manca – a Walter Benjamin

    29.03.2005

    Né le differenze, sempre più marcate, tra teologie che si rifanno allo stesso ‘dio’, né la piccineria di una teologia da cortile, né le vanità, come nemmeno l’accondiscendenza, toccano i gangli di una ‘fine-pontificato’ epocale. La ‘messa in scena’ della morte di un pontefice, come mai sino ad ora era avvenuto, la fine del pontificato [...]

    La risposta a Küng di Vittorio Messori

    28.03.2005

    Pubblico, qui di seguito, la risposta di Vittorio Messori alle ’11 contraddizioni più una conclusione’ di Hans Küng. Lo faccio con la consapevolezza che le ‘questioni di chiesa’, oltre il loro lato maniacal-autoreferenziale’, da parrocchia, quando invece si parla della Chiesa universale, dicono ‘di noi’. Mi riservo, per questo, di aggiunge qualche riga, dopo, sempre [...]

    11 contraddizioni del papato di Karol Wojtyla secondo Hans Küng

    28.03.2005

    Pubblico un testo scritto da Hans Küng, uno dei massimi teologi cattolici, consigliere al Vaticano II nominato da papa Roncalli, primo a contestare il dogma dell’infallibilità papale, e, per questo, sollevato dalla ‘missio canonica’ nel 1979. Küng si è dedicato negli ultimi anni all’elaborazione di un’etica mondiale (Weltethos) che possiamo, citando le sue parole, così [...]

    La scimmia

    23.03.2005

    La scimmia si è assentata. Era due anni che stava lì. La sua compagnia era grande. A volte, quando volevo scappare, mi carezzava anche. Per tenermi con lei. Io, però, sono stato più intelligente. Ma senza dirglielo. Non sono scappato. E senza farmelo dire. Da nessuno. Senza farmi dire da nessuno come ‘eliminarla’. Anche se [...]

    Il ‘cuore’ segreto della filosofia e i suoi nomi

    23.03.2005

    “La differenza tra una pratica ‘accademica’ della filosofia e un’altra pratica, che non ha nome, che è la pratica più radicale d’interrogazione della filosofia, questa differenza è, oggi, il cuore segreto di chi contesta la pratica accademica della filosofica universitaria. Se non si fosse capito, è questo segreto che penso. Ed insieme, ed è questo [...]

    Gettare lo scompiglio

    23.03.2005

    L’unica pratica politica forte, dal basso, oggi può essere definita con la formula: ‘gettare lo scompiglio nel campo dei vincitori”. In questo senso, nè i leninisti del terzo millennio, nè i lori nemici storici, i quartinternazionalisti, comprendono, fino in fondo, le regole della società dello spettacolo. In questo senso, nessuna lettura di Guy Debord, che [...]

    Sulla misura della scrittura, o, se si vuole: ‘sulla comunità della scrittura’

    23.03.2005

    al ‘vecchio’, a Giacomo Macrì- che sempre mi accompagna, con la saggezza delle sue parole estreme Scrivere è sporgersi sul luogo altrui. Non esiste scrittura che, pure nel suo silenzio estremo, non si rivolga a qualcosa, qualcuno, a qualcuna. Anche nel momento stesso in cui essa si indirizza a se stessa. Nella scrittura più estrema, [...]

    Idiozie senz’acqua: due mosse prima

    21.03.2005

    Quando abitavo a Venezia, l’unica idiozia di cui ridevamo era quella di credere che, in tutta la città, quello che si scriveva, si diceva, si buffoneggiava prima di fare l’amore, potesse contare. Quello che contava, sempre, e conta ancora, è quello che si diceva e si dice ‘due mosse prime’. E non per vincere. Soltanto [...]

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