15.02.2005
Impubblicabile
La cosa più divertente che mi è capitata nella mia vita è stato sentirmi dire – per iscritto – che qualcosa che avevo scritto fosse dichiarata ‘impubblicabile’. Non oso, per rispetto dei miei avi filosofici – oltre che personali-, ricostruire con citazioni storiche precise, la storia dei testi non pubblicabili. Non lo faccio per rispetto dei ‘maggiori’. Di coloro che, più ‘grandi’ di me, hanno vissuto questa ‘esclusione’. Io, francamente, sulle spalle di questi giganti, a partire dalla mia piccolezza, ne rido. Poi, dopo, a proposito della ‘lotta’, riderò di chi ha pronunziato giudizi avventati. Ovviamente, sempre fra nani. Oltre a ridere di chi prima ha lambiccato, accademicamente, sulle cose che scrivo, per poi dichiararle veggenti – nudo com’era-, e per poi dichiararle, terzo vestito, di seconda qualità. Ovviamente, sempre secondo come si svestiva. Secondo chi gli offriva di più. Senza nemmeno avere ‘ossa’ da svendere. Il cui nome è ben inscritto nella mia memoria.
Commenti
