18.11.2011
Contro il feticismo costituzionale, per l’insolvenza costituente – di Collettivo Uninomade
di COLLETTIVO UNINOMADE
26.09.2011
‘Rengaine’ – di Julien Maret
5.08.2011
A Venezia c’è l’albero della libertà – Adriano Sofri
[in dialogo con Gabriele]
A Venezia c’è l’albero della libertà
Adriano Sofri 18/11/1999
Si trova sulla fondamenta del Malcanton. Nasce dentro il pianterreno di una casa abbandonata e sgattaiola fuori dalla grata in ferro di una finestra per cercare il sole e poi slanciarsi per tre metri. Verso il cielo.
Vogliate accogliere un’altra puntata veneziana. Vi prometto che ha una sua piccola originalità, e una morale universale. Protagonista è una pianta, che altrove sarebbe un arbusto da giardino e qui è diventata invece un albero, con un tronco spesso 20 centimetri e una chioma frondosa, perchè ha dovuto farsi una strada fuori dalla grata di una finestra. Dunque, c’è una finestra a un pianterreno abbandonato, con una trama di sbarre di ferro all’esterno e una grata più fitta e sottile, anche lei di ferro, all’interno.
Sotto, contenuta sul davanzale da un ripiano di compensato fradicio, c’è della terra, dalla quale sbucano ciuffi d’erba, una rosellina fiorita e appunto il tronco: che cresce diritto fino a mezza finestra, poi gira e si sporge in fuori, in cerca di luce, si infila in un buco ritagliato nella grata, come una gattaiola per il gatto di casa, e sgattaiola (ma lentamente! rugosamente!) fuori dalle sbarre, arrampicandosi verso l’alto come una bandiera verde. In tutto, dalla finestra allo sventolio delle foglie, è un albero di tre metri. I passanti, come me, lo notano, e magari lo fotografano anche. Ma, se non sbaglio, nessuna guida lo segnala. La mia ambizione è di firmare la prima menzione pubblica di una meraviglia veneziana. Ecco allora tutte le istruzioni necessarie. La finestra è sulla fondamenta del Malcanton, a Santa Margherita. E’ un posto suggestivo, in cui il rio fa una svolta. Il modo migliore di arrivarci è senza saperlo, dal sotoportego di Ca’ Surian, perchè vi si spalanca davanti di colpo l’ansa del canale, e perchè da là uscivano le spose per montare sulla gondola nuziale. Malcanton, cioè angolo malaugurato, si chiama perchè la curva del rio, quando era stretta, faceva cadere la gente in acqua, o perchè favoriva gli agguati notturni; oppure perchè nel Trecento, i fedeli di San Pantalone, arrabbiati col vescovo Ramperto che aveva revocato loro un’esenzione fiscale, lo facero fuori in quella svolta pittoresca. Continua a leggere »
21.07.2011
Genova nome per nome – Le violenze, i responsabili, le ragioni: inchiesta sui giorni e i fatti del G8: Un libro di Carlo Gubitosa
A dieci anni dai fatti di Genova, l’inchiesta piu’ documentata e’ scaricabile online.
In occasione del decennale della contestazione al G8, Carlo Gubitosa (direttore della rivista Mamma!) e le edizioni Altreconomia vogliono contribuire alla memoria storica di quei giorni diffondendo su internet “Genova, nome per nome”, un libro/inchiesta di 600 pagine, frutto di un lavoro di ricerca e documentazione durato due anni.
In occasione del decennale della contestazione al G8, Carlo Gubitosa (direttore della rivista Mamma!) e le edizioni Altreconomia vogliono contribuire alla memoria storica di quei giorni diffondendo su internet “Genova, nome per nome”, un libro/inchiesta di 600 pagine, frutto di un lavoro di ricerca e documentazione durato due anni.
Questo testo, utilizzato anche come strumento per spettacoli teatrali (“Sangue dal Naso”, di e con Andrea Maurizi) e documentari televisivi (“Blu Notte” di Carlo Lucarelli), si e’ confermato nel corso degli anni come un riferimento imprescindibile per capire che cosa e’ accaduto in quel luglio 2001, quando la proposta del movimento per la globalizzazione dei diritti e il sogno di “un altro mondo possibile” si sono scontrati con il potere violento delle istituzioni.
A partire dal 20 luglio 2011 il libro “Genova, Nome per Nome” di Carlo Gubitosa, edito da Altreconomia, e’ rilasciato con la licenza Creative Commons BY-NC-ND 3.0, che ne consente il libero utilizzo per finalita’ non commerciali, a condizione che sia preservata l’integrita’ dell’opera e l’attribuzione all’autore.
La versione diffusa in formato elettronico e’ integrata da un dossier realizzato da Altreconomia, nel quale sono riassunte le vicende giudiziarie relative ai fatti di Genova che si sono sviluppate dopo la pubblicazione del libro.
Chi volesse contattare l’autore può scrivere a questo indirizzo: carlo [at] gubi.it
Il libro è liberamente scaricabile da questo link, sostituendo gli asterischi con due t:
h**p://www.scribd.com/doc/60392340/Genova-nome-per-nome
20.07.2011
Silenzio in aula
SILENZIO – da Repubblica e sentito in diretta: “Silenzio e gelo in Aula dopo l’annuncio dell’autorizzazione all’arresto di Papa.”
E’ il silenzio prima del crollo.
18.07.2011
Genova 2001-11 A dieci anni dal G8 – 5. Mercoledì sera, il concerto di Manu Chao
Mercoledì 18 luglio. Sera. E poi ‘tardi’, cioè: Giovedì 19 mattina, quando il giorno non è nato.
“Grande concerto di Manu Chao in Piazzale Kennedy: oltre 20 mila persone.
Carlo Giuliani partecipa al concerto.”
(leggere i credits e la nota tecnica per la visione dei filmati) Continua a leggere »
18.07.2011
Genova 2001-11 A dieci anni dal G8 – 3. un attimo prima
Cominciamo con qualche ‘immagine dei giorni appena prima le manifestazioni. Sono i giorni della costruzione delle difese della zona rossa e in cui a Genova si respira un clima di paura.
Il primo video è tratto da “Genova citta’ aperta – I fatti di genova 19-20-21 luglio 2001″ e può essere interamente scaricabile dal sito ‘New Global Vision’.
Il secondo invece è tratto da ‘Solo limoni’ (di Giacomo Verde, Shake Ed., Reset, Sestessi video) e può essere interamente scaricato da qui.
18.07.2011
Genova 2001-2011 A dieci anni dal G8 – 2. perchè ora, perchè qui
[pubblicato nel luglio 2006, in occasione dei 5 anni]
La politica, se ancora esiste una pratica che può essere nominata così – ed essa esiste, ed ha una forza, anche se nascosta, immensa – la politica ha bisogno di ritessere lentamente anche le sue sconfitte. Di nuovo. ‘Ritessere’ significa riprendere il filo e ‘riannodarlo di nuovo’, con pazienza.
‘Riannodarlo’, di nuovo, dal ‘luogo’ dove si è perso, forse dal ‘luogo’ da cui ‘abbiamo perso il filo’.
In politica si dice: ‘da dove abbiamo perso’. Potrei dire, oggi: ‘da dove ci siamo spersi’.
Dove ‘Genova’ ha rappresentato il luogo di massimo conflitto, figlio della politica degli anni novanta, e proprio dove questo luogo, oggi, ‘tace’, proprio da lì bisogna ‘ritessere’. E ripensare.
Proprio dove il ‘cuore’ della politica è ‘flebile’, non bisogna scambiare questa ‘debolezza’, quella di oggi, e questo silenzio, quello di oggi, come un ‘silenzio’ ed una ‘sconfitta’. Proprio dove, oggi, la politica prende, sempre di più, lo ‘sbalzo dell’aritimia’, dell’impossibile ‘previsione’ e dell’impossibile realizzazione delle ‘promesse’ di Genova, proprio dal cuore del cuore di Genova, dal cuore delle sue promesse, e dal cuore della sua sconfitta e del suo silenzio, ritessere e riannodare, di nuovo, quella voce ‘soffocata’, significa rideclinare una politica ‘in-comune’.
‘Genova 2001′ è il grande tornante, o forse il ‘grande, tragico finale’ di una certa politica. È la sua ‘messa in scena’. In questo senso, ciò che è accaduto a ‘Genova’ è ‘pieno’ d’immagini.
A distanza di cinque anni, questa ‘scena’, queste ‘immagini’, devono ‘essere riviste’.
Perchè, solo rivedendo ‘mille volte più una’ non solo l’assurda morte di Carlo Giuliani, ma ciò che è accaduto, scandendolo ‘secondo dopo secondo’, ancora una volta, dopo cinque anni, se ne riesca a trarre, finalmente, il gesto di liberazione che portava, e continua a portare con sè quel ‘luogo’, quel ‘nome’, che quelle ‘date’ portavano con loro. E la sua potenza sia, finalmente, libera di dirsi.
18.07.2011
Genova 2001-2011 A dieci anni dal G8 – 1
A dieci anni, ripresentiamo una lunga serie di filmati sul G8 d Genova.
Non c’è nemmeno bisogno di dire che di dimenticare non se ne parla.
E’ ricordare che è più difficile.
Cronologia
Una breve cronologia.
18 luglio
L’anti G8 inizia nel modo migliore mercoledì notte con il concerto di Manu Chao: sono in ventimila a ballare e saltare con l’ex leader della Mano Negra.
13.06.2011
Tra gli scaffali della Vaticana spunta il manoscritto dell’Etica di Spinoza
Grazie al lavoro di ricerca di una studiosa del Cnr e di un professore olandese è stato portato alla luce il testo autografo del filosofo olandese. Da ’Il Giornale’, lunedì 06 giugno 2011 Le biblioteche, soprattutto quelle grandi, ricche e prestigiose come la Vaticana di Roma, sono sempre in grado di svelare tesori inestimabili. L’ultima «scoperta» si deve a una ricercatrice italiana e a un professore olandese che tra i codici della Vaticana hanno trovano nientemento che l’unico manoscritto esistente dell’«Etica» di Baruch Spinoza. Il ritrovamento si deve a Pina Totaro, ricercatrice del Cnr, e a Leen Spruit, professore di storia della filosofia all’università «La Sapienza» di Roma. Il testo, copiato da Pieter van Gent, amico di Spinoza, e portato a Roma dal celebre anatomista danese Niels Stensen (anch’egli conoscente del filosofo olandese di famiglia ebraica), che lo consegnò all’Inquisizione dopo la sua conversione al cattolicesimo, costituisce la prima e l’unica versione manoscritta attualmente nota del capolavoro spinoziano, l’«Etica more geometrico demonstrata». Il manoscritto datato 1675 verrà pubblicato presso la casa editrice olandese Brill di Leiden, che ha annunciato l’eccezionale scoperta. Le varianti del manoscritto forniranno ulteriori materiali per la preparazione della nuova edizione critica delle opere di Spinoza in corso a Parigi sotto la direzione di Pierre-François Moreau. Finora le edizioni dell’«Etica» di Spinoza si appoggiavano su testi postumi. L’«Etica» spinoziana fu pubblicata nel 1677, l’anno della morte del suo autore, in due versioni: l’originale in latino, all’interno della raccolta «Opera Posthuma», e in traduzione olandese nel volume «De Nagelate Schriften». È su entrambe le edizioni postume che i tradutti dovevano basarsi, non possedendo nessun manoscritto di Spinoza, all’eccezione di qualche lettera. La scoperta compiuta nella Biblioteca Vaticana, dove il manoscritto arrivò nel 1922 dagli Archivi dell’Inquisizione, rivoluzionerà gli studi spinoziani. Nel manoscritto è infatti possibile osservare le correzioni, essenzialmente stilistiche, che furono effettuate per le due pubblicazioni del 1677.
