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Cinzia Arruzza e Felice Mometti
UNA REPUBBLICA FONDATA SUL WEB
LA SOCIET��?��?�� in rete
Incontrare amici, organizzare iniziative anche politiche su Internet nell'illusione o nella speranza di alimentare e arricchire la propria ��?����vita interiore��?����. Il successo mondiale di Facebook ��?���� l'emblema delle potenzialit��?���� e dei limiti del ��?����social networking��?����
In quattro anni sono diventati 175 milioni gli utenti nel mondo. In Italia 7 milioni in meno di due anni. I 10 mila computer per farlo funzionare, le 18 mila applicazioni, i 15 miliardi di pagine visitate ogni mese, fanno di Facebook il primo social network e la pi��?���� vasta piattaforma digitale del pianeta. ��?��? presente in una quarantina di lingue e sta per essere ��?����tradotto��?���� in altre sessanta. La leggenda racconta del solito studente americano, Mark Zuckerberg che, avuta l'illuminazione di aprire un sito per mantenere i contatti con i propri amici anche dopo l'universit��?����, ha pensato bene di lanciarsi sul mercato dei social network. Questi dati danno il senso delle dimensioni, in continua crescita, di un'impresa che sta sbaragliando le altre piattaforme di quello che ��?���� chiamato il web 2.0. Forniscono anche alcuni elementi di lettura degli effetti che sta avendo sulle forme della comunicazione, sulle relazioni interpersonali, sulle dinamiche del riconoscimento reciproco. In poche parole su buona parte dei rapporti sociali. Tanto da far affermare a qualcuno che Facebook ��?���� la frontiera avanzata del net-capitalismo, del lavoro nell'era digitale, il contesto della valorizzazione nella cosiddetta economia postfordista.

Dino Campana: una cometa, non un matto

Corriere della Sera 6.11.08
Dino Campana: una cometa, non un matto
I misteri della vita del poeta. Le colpe della famiglia, le leggende sulla pazzia
di Sebastiano Vassalli

L’occasione di occuparmi seriamente, come scrittore, dell’uomo Dino Campana mi si present��?���� nel 1982. L’editore Giulio Bollati e il giornalista e scrittore Corrado Stajano stavano progettando per l’editore Mondadori una collana di ��?����casi giudiziari��?���� che avessero avuto qualche rilevanza nella storia politica o in quella del costume. Mi chiesero se avevo delle idee da proporgli. Gli dissi che non ero a conoscenza di nessun processo interessante (soltanto in seguito avrei avuto occasione di imbattermi nel processo ai Futuristi per oltraggio al pudore, all’epoca della rivista ��?����Lacerba��?����): ma che mi sarei occupato volentieri del percorso giudiziario di Dino Campana, per il suo internamento in manicomio. In seguito alla legge del 14 febbraio 1904, n.36, infatti, le autorit��?���� che decidevano il destino dei matti in Italia erano il Ministro dell’Interno e quello di Grazia e Giustizia; e le vicende personali di ogni matto, prima di essere un caso clinico, erano un caso giudiziario affidato ai pubblici ufficiali e alla magistratura.