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Georges Bataille

il 27.05.10 11:18 | No Comments | No TrackBacks

La passione ci consacra alla sofferenza, giacché, in fondo, essa è la ricerca di un impossibile.

Georges Bataille, "L'erotismo: introduzione."

Il Crepuscolo degli Dei - Maggio Fiorentino, Zubin Mehta

il 02.05.09 17:48 | No Comments

Crepuscolo degli Dei da tripudio per il 72° del Maggio Musicale Fiorentino- di Valeria Ronzani (da ’Il Sole24ore)


Quindici minuti di applausi hanno coronato ieri sera al Teatro Comunale di Firenze la prima de "Il crepuscolo degli dei", di Richard Wagner, serata inaugurale del Settantaduesimo Maggio Musicale Fiorentino. Giornata conclusiva del monumentale, immaginifico ciclo cosmologico partorito dal genio wagneriano, è anche la più complessa. E’ stato un tripudio, dell’Orchestra del Maggio, sontuosa come non mai, duttile, piena di colori sotto la guida di uno Zubin Mehta in stato di grazia. E dello spettacolo ideato dal gruppo catalano della Fura dels baus, ormai un mito nel teatro di ricerca, che nell’allestimento della "Tetralogia" ha mostrato un rispetto e una sintonia col mondo di Wagner che dovrebbe essere di esempio a tanti registi.


Un mix di altissima tecnologia, proiezioni fantasmagoriche, macchine manovrate da sofisticatissimi computer e ingenua, quasi infantile manualità di un gruppo di affiatatissmi mimi, che appiccano il fuoco (vero), agitano le onde di bottiglie di plastica di un Reno solcato dalla barca di Siegfried, smuovono bastoni con dei cenci appiccicati che diventano alghe negli abissi, per creare momenti di vera poesia. Così come la musica, che nelle giornate precedenti Mehta aveva quasi contenuto in una chiave più lirica, avviluppa e sorge maestosa come non mai, anche le quinte del palcoscenico paiono insufficienti per contenere quel mondo parallelo creato dal regista Carlus Padrissa e dal suo team. Emozionante il funerale di Sigfrido, il cui corpo viene portato a braccia attraverso il buio della platea mentre l’azione viene proiettata su un sipario nero, e pare quasi di vedere immagini rubate dai tanti luttuosi eventi che il mondo ci trasmette.


Catarchico, musicalmente e scenicamente, il finale, col rogo riparatore e il crollo del Walhalla, mai così potente. Menzione d’onore agli interpreti, dall’Hagen di impressionante vocalità di Hans Peter König, al Sigfrido giustamente guascone di Lance Ryan, che si è ritrovato pure a cantare appeso per i piedi, probabilmente la prima volta di un tenore nella storia dell’opera, fino a Jennifer Wilson, che avevamo lasciato un anno fa in "Sigfrido" al suo debutto come Brunilde, e che un anno dopo ha maturato una vocalità pienamente wagneriana che le permette di superare alla grande l’impervio ruolo. Sei ore di musica che hanno tenuto incollato il pubblico fino alla fine. Entusiasta il sovrintendente scaligero Stéphane Lissner, che ha in programma un "Tannhäuser" firmato Mehta Fura: «Spettacolo di levatura mondiale che fa onore all’Italia». E si annunciano future collaborazioni Scala Maggio Fiorentino. Finanziamenti alla cultura permettendo. Spiccava ingombrante l’assenza del minimo rappresentante governativo.



GÖTTERDÄMMERUNG (Il crepuscolo degli Dei), di Richard Wagner
Zubin Mehta direttore, Carlus Padrissa regia, La Fura dels Baus allestimento
Orchestra e coro del Maggio Musicale Fiorentino
Firenze, 72esimo Maggio Musicale Fiorentino