Milleplateux - Sezione filosofica di millepiani.net
*Blog di Millepiani 1.0* - *Millepiani Rizomatici 2.0* - *Millepiani WebRadio*
archivio generale | contatti | rss

« Hegel filosofo del conflitto che anticipò Einstein - di Bruno Gravagnuolo
Home di Milleplateaux
Le vite di santi e beati dal Rinascimento. Tra le braccia di Dio: estasi, visioni, agonie delle grandi mistiche »

02.01.2008

L’Etica che viene dall’Asia - di Hans Küng

l'Unità 24.12.07
L’Etica che viene dall’Asia - di Hans Küng
Hans Küng è presidente della Fondazione per l’Etica Globale (Stiftung Weltethos) e professore emerito di teologia ecumenica all’università di Tubinga

Molti europei dubitano della capacità dell’Asia di raggiungere l’Europa sotto il profilo dell’integrazione regionale. Ma l’Asia non ha solamente il tipo di fondamenti etici comuni e stabili che furono così importanti per l’integrazione europea, ha anche una serie di princìpi morali, alcuni dei quali facevano saldamente parte della cultura dell’Asia molto prima che venissero adottati in Europa. Di fatto questi princìpi asiatici possono rappresentare un aspetto di una etica globale comune emergente.
Naturalmente l’Asia non ha ancora un nucleo culturale forte e coeso paragonabile a quello dell’Europa fondato sulla tradizione giudaico-cristiana e sull’Illuminismo. Ma gli europei non debbono essere troppo arroganti perché negli ultimi anni la cultura comune europea si è rivelata fragile, in particolare alla luce della strategia dell’amministrazione Bush del «divide et impera» tesa a mettere la «Vecchia Europa» contro la «nuova Europa». E, proprio come i disumani attentati terroristici dell’11 settembre 2001 hanno screditato l’Islam agli occhi di molti, l’invasione dell’Iraq, basata su innumerevoli menzogne, ha danneggiato sia il cristianesimo che la comunità occidentale dei valori.

Sebbene l’Asia non sembri possedere il nucleo culturale forte dell’Europa, ci sono costanti etiche di fondo che governano da tempo le società asiatiche e che indicano fondamenti etici comuni. Invero, per alcuni versi, l’Asia ha più esperienza dell’Europa in materia di relazioni interculturali. Già nel terzo secolo a.C. il buddismo si diffuse pacificamente dall’India allo Sri Lanka e a gran parte del sud-est asiatico. Nel primo secolo d.C. continuò la sua diffusione lungo la via della seta fino all’Asia centrale e alla Cina ed infine, nei secoli seguenti, si fece strada in Corea e in Giappone.
Il Giappone, omogeneo sotto il profilo etnico, è il perfetto esempio di come tre diverse religioni - scintoismo, confucianesimo e buddismo - possono coesistere pacificamente e, in molti casi, mescolarsi. Persino l’Islam - diffusosi prevalentemente sulla scia delle conquiste militari in Medio Oriente, India e Africa del Nord - penetrò alquanto pacificamente nel sud-est asiatico al seguito dei mercanti, degli studiosi e dei mistici.
Inoltre già nel quinto secolo a.C. ci fu in Cina un umanesimo storicamente importante e di ispirazione etica. Il concetto di «ren», che corrisponde al nostro «humanum» è un termine essenziale nella tradizione cinese.
Analogamente, Confucio fu il primo a formulare la Regola d’Oro della Reciprocità: «non imporre mai agli altri ciò che non sceglieresti per te». Con la diffusione dei caratteri cinesi, il concetto di «ren» e la Regola d’Oro si diffusero in tutta la vasta area influenzata dai cinesi che andava dall’Asia centrale a Taiwan e dalla Corea a Singapore.
Questa Regola d’Oro, tuttavia, è presente anche nella tradizione indiana. Nel giainismo è così formulata: «un uomo deve sforzarsi di trattare tutte le creature come egli vorrebbe essere trattato». Nel buddismo: «una condizione che non è piacevole o gradita a me non lo è nemmeno agli altri; e come posso infliggere agli altri una condizione che non è piacevole o gradita a me?». Nell’induismo: «nessuno deve comportarsi con gli altri in un modo che sarebbe sgradito per lui. Questa è l’essenza della moralità».
Ovviamente questa «Regola d’Oro» è presente anche nelle religioni abramiche (NdT, comunemente chiamate religioni monoteiste). Il rabbino Hillel (60 a.C.) disse: «non fare agli altri ciò che fa male a te». Gesù capovolse la frase in positivo: «in qualunque cosa, fa agli altri ciò che vorresti fosse fatto a te». Anche nell’Islam c’è un concetto analogo: «nessuno di voi può essere un vero credente finché non desidera per il suo fratello ciò che desidera per se stesso».
Inoltre questi elementi comuni vanno al di là del principio dell’umanità e della Regola d’Oro della Reciprocità. Quattro concrete regole etiche furono indicate nel canone buddista da Patanjali, fondatore dello Yoga, nella tradizione cinese e, ovviamente, nelle tre religioni profetiche: «Non uccidere», «non rubare», «non fare falsa testimonianza» e «non commettere atti impuri».
Queste regole etiche transculturali costituiscono elementi strutturali della comune etica umana, comunque la si voglia chiamare, e rendono quasi irrilevante l’idea di un profondo antagonismo tra valori «asiatici» e valori «occidentali». Se l’Asia concentrerà la propria attenzione sul suo nucleo etico transculturale, potrà sorgere uno spirito di unità completamente nuovo e capace di ricorrere al potere «dolce» piuttosto che alla forza militare e di non conoscere nemici, ma solamente alleati e concorrenti. In questo modo l’Asia potrebbe raggiungere l’Occidente sotto il profilo della sua integrazione culturale contribuendo, al contempo, alla creazione di un nuovo ordine mondiale autenticamente pacifico.
Questo progetto differisce dal movimento occidentale per i diritti umani che si fonda sul diritto naturale. Il punto è piuttosto quello di una integrazione di valori, di criteri di riferimento e di atteggiamenti di tradizioni etico-religiose che, pur manifestandosi in ciascuna cultura in una forma specifica, sono comuni a tutti e possono essere sostenuti anche dalle persone che non praticano alcuna religione.
© Project Syndicate/Internationale Politik, 2007. Traduzione di Carlo Antonio Biscotto

scritto da millepiani il 02.01.2008
come una traccia
Technorati Tags: Kung, etica
« Hegel filosofo del conflitto che anticipò Einstein - di Bruno Gravagnuolo
Home di Milleplateaux
Le vite di santi e beati dal Rinascimento. Tra le braccia di Dio: estasi, visioni, agonie delle grandi mistiche »
Powered byMovable Type 3.34 design by blogstyles.