Riprendo da azioneparallela - riprendo perchè mi trovo in disaccordo profondo. Lo faccio qui in forma breve. Meriterebbe di più.
"Il maligno è ciò la cui essenza implica l’esistenza.
In quanto il maligno è ciò che provoca male/dolore, cioè annienta la positività dell’esistente, esso è ciò di cui il vivente desidera la non esistenza. Ma dunque il maligno è definito dal fatto che nei suoi confronti si ha un atteggiamento ’maligno’. Il maligno dunque esiste necessariamente; perché anche la distruzione del maligno è opera dello spirito maligno."
(L. V. Tarca, Quattro variazioni sul tema negativo/positivo. Saggio di composizione filosofica, Ensemble ’900, p. 193)
Direi così:
"Il maligno è ciò la cui essenza implica l’esistenza.
Poichè il maligno è ciò che si dà alla positività dell’esistente come sua negazione, esso è ciò di cui il vivente non può far a meno per dirsi tale, proprio mentre desidera la sua non-esistenza. Il maligno esiste necessariamente proprio per questo: la sua ’contestazione’ lo implica, il desiderio di distruggerlo è la prova che esso pre-esiste alla positività dell’esistente, e grazie a lui che la positività dell’esistente si fa ’spazio’ come esistenza.
Per la positività dell’esistente, tutto il maligno può essere riportato alla ’fine’, deve esserlo: la sua distruzione, come la morte, è, per questo, un ritorno alla sua origine."
scritto da millepiani il 10.09.2007
come
una traccia
Technorati Tags:
male,
origine,
creazione,
esistenza